Nelle ultime ore molti utenti hanno visto apparire una comunicazione sulla home di Facebook. In cima all’app quando viene aperta. Una “comunicazione importante” come citato nel testo del messaggio che ha fatto sorgere diverse domande e dubbi su possibili cambiamenti alle politiche sulla privacy della compagnia di Menlo Park.
In realtà non è altro che il riferimento alla querelle tra l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che nel 2018 aveva condannato Facebook per la violazione degli articoli 20, 21, 22, 24 e 25 del Codice del consumo attraverso l’uso di due pratiche commerciali scorrette. In sostanza con la comunicazione sulla home di Facebook la società Segnala agli utenti di non averli informati “adeguatamente e immediatamente, in fase di attivazione dell’account, dell’attività di raccolta, con intento commerciale, dei dati da loro forniti“.
Il Garante aveva ritenuto scorretta la pratica commerciale, in quanto gli utenti in realtà pagano l’azienda di proprietà di Mark Zuckerberg con i propri dati personali, che vengono utilizzati a scopo pubblicitario e per la profilazione dei consumatori da parte degli inserzionisti che per tale servizio pagano Facebook.
l banner che sta comparendo in queste ore su tutte le pagine Facebook è quindi il tentativo del social di rimediare a quest’ultima richiesta: nella pagina di approfondimento della comunicazione si fa riferimento ai rilievi fatti a Facebook ormai due anni fa.
“Finalmente è stata pubblicata la dichiarazione rettificativa, dopo 3 anni esatti da quando è partita la vicenda”, commenta il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona in una nota. “Il 6 aprile 2018, infatti, l’Antitrust ha comunicato alla nostra associazione, in qualità di primi segnalanti, l’avvio del procedimento istruttorio ps/11112 che poi ha determinato il 29 novembre 2018 il provvedimento di condanna n. 27432 con la sanzione da 10 milioni di euro“, afferma Dona. “Spiace solo che ci sia voluta nel febbraio 2021 una seconda condanna per inottemperanza proprio per la mancata pubblicazione di quella dichiarazione rettificativa per ottenerla. Tutto è bene, comunque, quel che finisce bene“, prosegue il presidente dell’associazione.
Di fatto la comunicazione sulla home di Facebook non comporta cambiamenti di sorta per i termini di utilizzo della piattaforma social, né tantomeno per quanto riguarda la protezione della privacy e dei dati sensibili, che rimangono invariate. L’iscrizione a Facebook resta dunque gratuita, con l’azienda che però dichiara in modo ufficiale l’utilizzo che viene fatto a scopo pubblicitario dei dati degli iscritti.
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