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Facebook: anche il numero di telefono in mano agli inserzionisti

Nuova scoperta sul fronte del complicato campo delle inserzioni di Facebook mostrate ai suoi utenti: anche i numeri di telefono per l’autenticazione a due fattori vengono usati dai pubblicitari per raggiungere un pubblico più ampio.

Non c’è tregua per Facebook che, ancora una volta dopo Cambridge Analytica, si ritrova a fare i conti con la sua ormai rinomata poca trasparenza, che sembra continuare a minare la privacy degli utenti.
Un Professore di informatica, Alan Mislove, ha scoperto che Facebook si serve dei numeri di telefono degli utenti per scopi pubblicitari, passandoli ai suoi partner al fine di targettizzare al meglio le loro pubblicità.

Una privacy martoriata

La questione è più spigolosa che mai, poiché da un lato ad ogni conferma di questo tipo gli utenti iscritti al social network blu si sentono più inermi che mai rispetto alle mire pubblicitarie del colosso di Menlo Park, ma del resto in Facebook si difendono – confermando quindi le accuse – spiegando che il tutto ha il nobile scopo di proporre servizi pubblicitari più mirati, secondo gusti e preferenze su misura di ogni persona.

In effetti, gli iscritti a Facebook dovrebbero sapere che tutte le informazioni personali inserite nel calderone del social network di Zuckerberg (Instagram e WhatsApp compresi), vengono utilizzate per scopi pubblicitari, anche se spesso – purtroppo – non vi è abbastanza consapevolezza di queste dinamiche.

Bisogna prendere atto del fatto che, in questo caso, le informazioni non solo non vengono inserite con la consapevolezza del loro possibile utilizzo, ma addirittura vengono fornite dall’utente per motivi di sicurezza.
Nello specifico, parliamo del numero di telefono che Facebook chiede di associare ad un account per procedere all’autenticazione a due fattori: si tratta di una pratica tanto diffusa quanto importante, volta a proteggere i profili degli iscritti a Facebook che prevede non solo l’invio di un codice SMS sul numero indicato per effettuare l’accesso ad un account, ma anche la ricezione di messaggi in caso di nuovo login da dispositivi o luoghi insoliti per quel profilo.

Il Professor Mislove ha scoperto che, quello stesso numero di telefono che Facebook chiede per aumentare la sicurezza degli account, viene riutilizzato per servizi pubblicitari, ovvero passato ai partner per diffondere al meglio le inserzioni pubblicitarie più pertinenti.
Ma visto che non c’è mai limite al peggio, il possesso del numero di telefono consente anche l’accesso alla rubrica di quell’utenza telefonica: gli inserzionisti, quindi, riescono in un colpo solo a raggiungere non una sola persona, ma decine e decine di utenti, che fanno parte della rubrica di chi usa il numero di telefono per l’autenticazione a due fattori.

Facebook si difende spiegando che, paradossalmente, è possibile sottrarsi a questo circolo vizioso eliminando l’associazione del numero di telefono, che però determina anche la rinuncia ad un sistema di sicurezza aggiuntivo.
Il problema, comunque, resta per i contatti della rubrica che non hanno volontariamente inserito il proprio numero nell’enorme database di Facebook, che in questo modo non hanno nemmeno gli strumenti per sottrarsi al meccanismo delle pubblicità mirate.

Anche se le informazioni inserite per motivi di sicurezza non dovrebbero essere sfruttate per le pubblicità mirate – almeno secondo la naturale logica degli utenti –, Facebook potrebbe far fronte a questa ennesima delusione dei suoi iscritti non solo garantendo più trasparenza, ma anche permettendo ad ogni iscritto al social network di avere un maggiore controllo della propria esperienza pubblicitaria, con strumenti e funzioni specificamente dedicate allo scopo.


Facebook: anche il numero di telefono in mano agli inserzionisti - Ultima modifica: 2018-09-29T06:27:35+00:00 da Maria Grazia Tecchia

Giornalista, blogger e content editor. Ha realizzato il sogno di coniugare le sue due più grandi passioni: la scrittura e la tecnologia. Esperta di comunicazione online, da anni realizza articoli per il web occupandosi della tecnologia a più livelli.

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