La NASA prosegue i test per mettere a punto gli aerotaxi, un passo in avanti per quello che sembra essere un futuro popolato da auto volanti. Partiti il 30 agosto scorso, i test proseguiranno fino al prossimo 10 settembre.
A lavoro già da diverso tempo su questo progetto, la NASA sta portando avanti i test concentrandosi su l’aereo elettrico a decollo e atterraggio verticale VTOL di Joby Aviation, una startup della California. I test, di circa 10 giorni, prevedono inoltre l’impiego di 50 microfoni, utili alla misurazione del profilo acustico dell’aerotaxi mentre si trova in volo. Alimentato da sei rotori, l’aerotaxi è infatti stato progettato per essere il più silenzioso possibile, in modo tale da non disturbare la cittadinanza.
Lo scopo dei test, oltre a cercare di prevedere tutti i possibili scenari futuri di una mobilità del genere, è anche quello di individuare eventuali lacune nelle regole della Federal Aviation Administration, e di tentare di colmarle. È infatti assolutamente necessario che l’agenzia sia pronta nel momento in cui gli aerotaxi saranno messi in commercio, così come avviene per droni impiegati per le consegne o per altri velivoli attualmente considerati non convenzionali. Il programma dei test proseguirà poi per tutto il 2022, con una serie ben più completa di prove sul campo in cui saranno coinvolti i taxi volanti e altre situazioni di volo più complesse e delicate.
In grado di coprire una distanza massima di 240 km e di raggiungere una velocità massima di 320 km/h, l’augurio che tutti si fanno è che tali mezzi possano iniziare a fornire un servizio passeggeri entro l’inizio dell’anno 2024.
Joby Aviation, che ha messo a disposizione l’aereo elettrico VTOL, ha così messo a segno quello che potrebbe essere definito un bel colpo. I test partiti con gli aerotaxi arrivano infatti dopo l’acquisizione dell’attività di aerotaxi di Uber e dopo aver ricevuto un investimento di 394 milioni di dollari da arte di Toyota. Al momento non è dato sapere se Joby Aviation sarà coinvolta anche nelle fasi successive dei test ma al momento l’azienda ha ottenuto proprio la collaborazione a cui aspirava.
Che altri scenari futuri ci si prospettano? Prima di tutto che gli Stati Uniti siano pronti a un eccesso di traffico di aerei a bassa quota ma anche che questi mezzi siano in grado di trasportare in volo passeggeri e merci nelle città maggiormente trafficate.
foto: jobyaviation.com
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