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Le immagini della intelligenza artificiale toglieranno lavoro ai creativi?

I recenti sviluppi dell’intelligenza artificiale e dell’apprendimento automatico stanno sollevando interrogativi sul modo in cui i processi creativi si evolvono e si sviluppano attraverso la tecnologia. Sistemi come Dall-E, Crayon e Midjourney sono programmi con AI addestrati per generare immagini da descrizioni di testo immesse dagli utenti. Si tratta di prodotti sempre più avanzati, in grado di creare disegni e grafiche degni di un professionista. La novità sta creando qualche preoccupazione nel mondo artistico, in particolare fra i creatori di immagini che si chiedono se presto saranno senza lavoro. Al momento solo Crayon è disponibile liberamente al grande pubblico, ma è difficile non chiedersi cosa accadrà una volta che i modelli con intelligenza artificiale saranno a tutti gli effetti lanciati nel mercato.

Come funzionano i generatori di immagini con intelligenza artificiale

Il più conosciuto strumento per produrre immagini da testo è Dall-E, creato dalla startup OpenAI, un’organizzazione non a scopo di lucro di ricerca sull’intelligenza artificiale con sede a San Francisco. Per utilizzarlo, bisogna essere iscritti al programma ufficiale e finora la lista d’attesa è lunga. Dall-E è stato definito dai suoi inventori come uno strumento che “migliora ed estende il processo creativo. Proprio come un artista guarderebbe a diverse opere d’arte per trarne ispirazione, Dall-E può aiutare un artista a elaborare concetti creativi”. Lo strumento è in grado di generare disegni semplici o sofisticati: se si immettono più parole nella descrizione dell’immagine desiderata, il programma sarà in grado di aggiungere dettagli e sfumature. Midjourney ha un processo di selezione meno severo e può essere usato tramite il canale ufficiale di Discord mentre Crayon, ex Dall-e Mini, può essere usato da chiunque attraverso il sito ufficiale anche se i risultati non sono avanzati come quelli del prodotto di OpenAi.

AI e arte

Di recente negli Stati Uniti, un quadro prodotto con Midjourney ha vinto un concorso artistico con un’immagine intitolata “Théâtre D’opéra Spatial”, ma quando si è scoperto che l’autore aveva utilizzato un sistema di intelligenza artificiale gli altri concorrenti non hanno gradito. Anche sui social la notizia della vittoria non è stata ben accolta: “Questo è ingiusto per lo stesso identico motivo per cui non permettiamo ai robot di partecipare alle Olimpiadi”, ha scritto un utente di Twitter. “Piuttosto che odiare la tecnologia o le persone dietro di essa, dobbiamo riconoscere che è uno strumento potente e dovremmo usarla positivamente, in modo che tutti possiamo andare avanti piuttosto che tenerci il broncio”, ha detto l’autore del quadro vincitore Jason Allen.

Gli sviluppi dell’intelligenza artificiale

Il dibattito sui lavori svolti con la tecnologia AI è destinato a durare. “Per artisti e creatori, anche se inizialmente potrebbe esserci scetticismo, c’è anche un’opportunità”, ha affermato un esperto di marketing al magazine VentureBeat. “I creatori possono utilizzare lo strumento per sviluppare le loro idee iniziali e per creare variazioni di un progetto o un’idea esistente, il che fornisce un maggiore livello di controllo creativo”. Ma mentre l’uso commerciale di sistemi come Dall-E può espandere la creatività e fornire agli artisti più opzioni nella creazione e nell’espansione dei loro mercati, può anche creare maggiore concorrenza nello spazio creativo. Eppure, secondo molti esperti, la novità porterà un nuovo flusso di prodotti artistici: “L’arte mantiene la sua vitalità attraverso l’innovazione continua e la tecnologia è uno dei motori principali” ha detto il professore americano Aaron Hertzmann. L’intelligenza artificiale potrebbe rivoluzionare il mondo dell’arte, ma sembra che il tocco umano sarà sempre necessario.


Le immagini della intelligenza artificiale toglieranno lavoro ai creativi? - Ultima modifica: 2022-09-24T17:57:11+00:00 da Andrea Indiano

Giornalista con la passione per il cinema e le innovazioni, attento alle tematiche ambientali, ha vissuto per anni a Los Angeles da dove ha collaborato con diverse testate italiane. Ha studiato a Venezia e in Giappone, autore dei libri "Hollywood Noir" e "Settology".

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