Roberto Bagatti (chief of brand & creative RAI) ha raccontato tutte le tappe del rebranding Rai dal 2016 durante Digital Yuppies, un network di professionisti e talenti dell’industria digitale e creativa che conta più di 4.000 iscritti in tutta Europa.
“Il branding non è solo l’immagine del contenitore ma anche l’immagine del contenuto. – ha spiegato nel corso dell’incontro – L’obiettivo del rebrand è stato quindi innanzitutto quello di creare un’interfaccia che orientasse il pubblico nell’ampia offerta di reti e piattaforme del portfolio Rai.”
I tre principali obiettivi del rebranding Rai sono: stabilire un design coerente, introdurre un’identità visiva e celebrare la storia del design italiano.
Se è vero infatti, che il design italiano definisce l’identità del nostro Paese, il branding diviene così espressione del servizio pubblico.
“Attraverso il rebranding – ha dichiarato Bagatti – la Rai ha adottato un’identità grafica capace di esprimere la propria essenza e forza su qualsiasi piattaforma. Quando parliamo di brand oggi dobbiamo necessariamente pensare a un linguaggio che possa passare dal web alla tv al mobile senza perdere la propria essenza. C’era bisogno di un riferimento specifico facilmente riconoscibile dal pubblico.”
Tutti ricordiamo i loghi dei canali Rai: tondo, quadrato e triangolare che hanno caratterizzato la storia più recente della TV italiana praticamente dal 1982 al 2000, con piccoli aggiornamenti. Poi è arrivata l’epoca della “Farfalla” il logo Rai scritto con il font Futura, bellissimo nome per un font classico e molto usato, affiancato ad un disegno di una sorta di farfalla che in realtà sono due visi che si guardano. Nel 2016 è arrivata la vera rivoluzione con il quadrato in varie versioni.
“L’idea di usare il quadrato ci viene suggerita da Munari, quando parla del suo significato simbolico, a partire dai disegni rupestri dei primi uomini dove la forma rimanda al concetto di casa e di paese. Ci sembrava un ottimo riferimento per pensare all’identità visiva della Rai, partendo dalla forma del suo logo”, dice Roberto Bagatti (chief of brand & creative RAI)
Cambia la palette colori, cambiano i font, viene definita una identità di rete: astratta per le generaliste e descrittiva per le tematiche.
La nuova identità della Rai si concretizza anche, naturalmente, in contenuti nuovi. Ne è un esempio il video che vedete qui sotto.
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