Test del tampone per Coronavirus: come si effettua e in cosa consiste

Sentiamo parlare spesso in questo periodo decisamente surreale antiepidemico del virus Covid-19 ma non da meno del test del tampone per Coronavirus. I casi di contagio in Italia, sono stati focalizzati e le regioni del nord  sono state inserite nella cosiddetta fascia gialla di pericolosità con una zona rossa circoscritta nel lodigiano, in Lombardia con numerose restrizione applicate per evitare il diffondersi del virus. In queste ore molte persone che presentano i sintomi del coronavirus vengono sottoposte ai test per verificare l’infezione del virus. Ma come funzionano questi test? Cosa sono questi tanto nominati test del tampone per Coronavirus?

Come funziona il test del tampone?

Il test del tampone per Coronavirus è il primo esame che gli operatori sanitari eseguono su persone a rischio  e sui casi sospetti e nello specifico si chiama tampone faringeo. Consiste nel prelievo di materiale biologico dalle vie respiratorie tramite appunto un tampone faringeo, ossia un bastoncino cotonato che raccoglie muco e saliva. Praticamente si tratta di una specie di cotton fioc che raccoglie il materiale del tutto simile a quelli utilizzati per cercare eventuali infezioni batteriche alla gola.

Il test ha un’invasività praticamente nulla, può originare al più un impercettibile fastidio nel punto di contatto e non dà alcun effetto indesiderato.

I tamponi, conservati a + 4 °C, vengono poi spediti a uno dei due laboratori di virologia specializzati per il COVID-19: quello dell’ospedale Sacco di Milano e quello dello Spallanzani di Roma a cui si è aggiunto in via eccezionale anche il San Matteo di Pavia. Il tutto entro 24 ore.

In laboratorio il materiale genetico prelevato dal paziente viene amplificato attraverso una tecnica chiamata RT-PCR, la reazione a catena della polimerasi inversa, che consiste nella sintesi di una molecola di Dna a doppio filamento a partire da uno stampo di Rna. Grazie a questa tecnica il codice genetico del virus (se presente) viene estratto dal campione di saliva o muco e copiato ripetutamente, rendendolo visibile.

L’essere umano viene a contatto ogni giorno con tanti virus diversi, primo fra tutti in questo periodo il virus dell’influenza stagionale, ed è quindi necessario controllare che ci siano specifiche sequenze per accertare che si tratti di Sars-Cov-2.

I risultati arrivano in genere dopo qualche ora e se l’esito del test è positivo, il protocollo per il coronavirus COVID-19 (SARS-CoV-2) prevede una seconda verifica. Per questi motivi, per ottenere i risultati, ci vogliono in media dalle 4 alle 6 ore, ma in virtù dell’attuale situazione in Italia i tempi si stanno restringendo.

Chi deve fare il tampone

Chi deve fare il tampone per il CoronaVirus? Inizialmente veniva fatto quasi a tappeto, ora le indicazioni sono cambiate, nelle aree non rosse (ovvero esclusi i focolai degli 11 comuni di Lombardia e Veneto) deve sottoporsi al tampone solo chi manifesta sintomo respiratori ed è venuto a contatto con persone infette o luoghi infetti (i focolai), quindi sono necessarie due condizioni, in osservanza dei protocolli internazionali. Propio il sistema esteso con cui fino a ieri sono stati effettuati i tamponi ha fatto crescere rapidamente il numero dei casi che comprendo anche molte persone asintomatiche, quindi che hanno il virus ma di fatto non hanno la malattia, forse ingigantendo, agli occhi dell’opinione pubblica, l’emergenza. La decisione, in ogni caso, sulla necessità del test spetta al personale medico. Nella zona rossa le procedure sono diverse, il comune di Vo ha deciso di fare tamponi a tutti i circa 3.000 abitanti. La cosa migliore rimane quella, in caso di febbre e sintomi respiratori di contattare il proprio medico di base per un consulto telefonico c’è poi il numero verde della Lombardia 800.89.45.45 e del Veneto 800.46.23.40 oltre al numero del Ministero della Salute 1500 per richiedere informazioni.


Test del tampone per Coronavirus: come si effettua e in cosa consiste - Ultima modifica: 2020-02-25T10:22:33+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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