Digitalic n. 49 – Big Data, consumo responsabile

I Big Data saranno il petrolio del futuro, ovvero la materia prima più importante per lo sviluppo dell’economia mondiale. Questa volta cerchiamo di farne un uso responsabile.
Certo non si esauriscono come “l’oro nero”, ma come tutti i grandi business comportano anche grandi responsabilità: privacy, sicurezza, solo per citarne due, ma anche la possibilità che una lettura sbagliata provochi azioni negative. Decidiamo in base alle informazioni che abbiamo e sempre di più queste sono generate da un computer. Se il metodo con cui vengono elaborate non è corretto gli impatti possono essere devastanti. Con qualche accortezza i Big Data possono essere il petrolio inesauribile dei prossimi anni. I giacimenti sono già molto ricchi.
Nel 2020 verranno prodotti 40 Zettabyte di dati (erano 7 nel 2015).
Per provare una certa vertigine sappiate che uno Zettabyte è pari a un Trilione di GB.
Ma se pensate che i Big Data abbiano a che fare con la mera quantità, vi sbagliate: in realtà è un nuovo modo di guardare ai dati, che sono certamente molti di più rispetto a qualche anno fa, che variano continuamente (come cambia velocemente il nostro mondo), che arrivano da fonti diverse, perché la nostra vita si svolge su vari piani e sempre di più su quello digitale.
In un mondo, come quello della tecnologia, dominato dall’emisfero sinistro del cervello: razionalità e analisi. I Big data aprono la porta all’immaginazione, che è il parente più stretto dell’innovazione. Danno la possibilità ad Einstein e Picasso di vivere nello stesso corpo. La novità più significativa è che permettono di trovare delle risposte utilizzando tecnologie ancora più complesse rispetto al passato, ma che risultano semplici, visuali, immediate. Assorbono la complessità dell’IT e la rendono disponibile per un numero maggiore di persone. Già utilizziamo molti servizi basati su questa tecnologia e non ce ne accorgiamo.
I navigatori satellitari che ci suggeriscono la strada più veloce e che ci propongo un’alternativa se il traffico rallenta stanno proprio facendo questo. Non c’è altro modo per migliorare profondamente la vita delle persone se non analizzarne i comportamenti, le abitudini e con i continui cambiamenti, lo si può fare al meglio solo con i Big Data.
Tra l’altro, una parte sempre più importante della nostra vita diventa digitale, mentre già il lavoro di molti lo è completamente. La diffusione planetaria degli smartphone ha facilitato l’ingresso su Internet di miliardi di persone, che fino a qualche anno non erano connesse.
L’IoT darà intelligenza e connessione a miliardi di oggetti. Il futuro non potrà essere capito e visualizzato se non attraverso i Big Data. I dati che vengono raccolti e analizzati, rappresentano la vita delle persone, anche se riguardano un sensore su una dimenticata autostrada. Raccontano sempre qualcosa legato ad un individuo o ad una comunità e ogni volta che ci si avvicina così tanto all’essere umano bisogna farlo con rispetto, cura e attenzione: i Big Data siamo noi, abbiate cura di voi.


Digitalic n. 49 – Big Data, consumo responsabile - Ultima modifica: 2016-03-20T18:11:48+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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