l cloud è cresciuto, non è più un ragazzino impertinente che porta scompiglio nelle ordinate strutture delle imprese, oggi è un giovane pieno di energie, in grado di guidare la trasformazione digitale.
Una volta era considerato una sorta di hard discount della tecnologia, un posto dove acquistare server e storage a prezzi stracciati, oggi è l’ambiente da cui si generano le più grandi innovazioni per le applicazioni (aziendali e non).
Se ci pensate siamo tutti nel cloud, anche solo per il fatto che lo utilizziamo ogni giorno, perché le app che ci accompagnano nella vita lavorativa e personale sono tutte strumenti “delle nuvole”.
Certo non basta usare questa tecnologia per essere degli uomini delle nuvole, occorre saperne trarre dei vantaggi reali, usarla per migliorare la propria competitività e quella delle aziende. Nel corso del 2018, il cloud computing è effettivamente diventato una tecnologia indispensabile per ogni impresa e in soli cinque anni la sua diffusione è cresciuta di 5 volte.
Il 60% delle aziende si affida, almeno parzialmente, a cloud pubblico e anche quello privato sta crescendo rapidamente; le imprese creano potenti piattaforme locali nei propri data center, utilizzando gran parte dello stesso software open source che possono trovare nei cloud pubblici.
Nel 2019 aumenterà la spesa per questa tipologia di soluzioni, sia nella versione pubblica che privata (c’è ancora speranza per l’hardware dei data center insomma).
Ma quello che più conta è che solo abbracciando il cloud, creando nuovi servizi che possano veicolare vantaggi reali, digitali e immediati per i clienti, si può pensare di competere davvero e non solo nei segmenti digitali, ma in tutti gli ambiti dell’economia. Bisogna darsi da fare e creare il proprio cloud: potete iniziare a costruire il vostro piccolo supereroe delle nuvole, smontando la copertina e seguendo le istruzioni sul retro.
Avrete sulla scrivania un promemoria che vi ricorderà sempre di innovare, guardando anche alle nuvole.
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