Cercare nei valori di un normale esame del sangue i segnali precoci di una malattia, quelli che i metodi tradizionali rischiano di non vedere: è il progetto che Data-Driven.Ai sviluppa con NEC Laboratories Europe. Lo stesso approccio, ricavare da dati ordinari un’indicazione utile a decidere, l’azienda lo ha portato in un campo molto diverso, la selezione del personale, con un obiettivo semplice: meno tempo sui CV, più tempo sulle persone.
Per farlo Talently legge i curricula e assegna a ciascuno un punteggio motivato, ma la decisione resta al recruiter. Sarà al centro dell’intervento del fondatore e CEO Diego Facchini al Festival AI Ticino e Regio Insubrica, al Palazzo dei Congressi di Lugano.
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Il recruiter descrive in linguaggio naturale il profilo cercato e carica i CV, anche in blocco; il motore assegna a ogni candidato un punteggio da 0 a 100 con una motivazione scritta e lo colloca in una di tre fasce, da «contattare subito» a «non idoneo», mentre una pipeline kanban accompagna i profili migliori verso il colloquio. Data-Driven.Ai dichiara un risparmio del 92% sul tempo di screening e una riduzione del 60% del time-to-hire, e propone di verificarli con una proof of concept gratuita su candidati reali.
Talently legge i curricula in italiano, tedesco, francese e inglese e scrive la motivazione nella lingua del recruiter: un candidato di Zurigo e uno di Varese vengono valutati sullo stesso profilo e con gli stessi criteri.
Su un punto Diego Facchini insiste: non è l’AI a scegliere, l’uomo resta al centro di tutti i processi. Talently mette in ordine le candidature e spiega ogni punteggio, ma a decidere chi chiamare a colloquio è il recruiter, che recupera le ore oggi spese a leggere curricula. “Il recruiter non lo sostituiamo: gli togliamo il lavoro più ripetitivo, così ha più tempo per parlare con le persone e approfondire i profili”, spiega Facchini. “E ogni punteggio è accompagnato da una motivazione scritta, perché un candidato ha il diritto di sapere perché non è andato avanti.” Qui la soluzione risponde a una carenza che affligge molte aziende e pesa sulla loro reputazione: la mancanza di feedback ai candidati. Talently automatizza questo processo e dà un riscontro a tutti i profili candidati, trasmettendo attenzione alle persone, al posto del classico “le faremo sapere” che poi resta senza seguito.
C’è poi un vantaggio sul fronte della compliance. Ogni valutazione è motivata per iscritto e tracciabile, i criteri sono gli stessi per tutti i profili e la decisione finale resta a una persona: per le aziende diventa più semplice documentare come selezionano e rispondere alle richieste di trasparenza che arrivano da normative e certificazioni. Il processo di selezione diventa più oggettivo: spiegare perché è stato scelto un profilo e non un altro è più immediato, e si riduce il rischio che pesino fattori estranei alle competenze, come sesso, origine etnica o religione.
C’è anche una questione di coerenza. Data-Driven.Ai è certificata UNI/PdR 125:2022 sulla parità di genere e, con CodinGirl, prepara giovani donne a lavorare nello sviluppo software, nella data science e nella cybersecurity. Un’azienda che si impegna per far entrare nuovi talenti nel settore tecnologico non può permettersi uno strumento di selezione che li tenga fuori. Per questo Talently confronta ogni candidato con il profilo indicato dal recruiter e ne motiva il punteggio: chi seleziona può controllare che il metro sia lo stesso per tutti.
Talently non è solo una promessa da palco: Italo, tra i protagonisti italiani dell’alta velocità e in forte crescita, lo ha scelto per gestire le candidature in Italia.
Data-Driven.Ai è una Digital Factory con sede operativa all’Innovation Hub di Roma Nord. L’offerta è suddivisa in quattro aree: sviluppo di applicazioni cloud-native su misura, per progetto o per singola attività; cybersecurity e adeguamento a NIS2 e GDPR; algoritmi di intelligenza artificiale su richiesta; consulenza su organizzazione e processi. Le competenze dichiarate coprono lo sviluppo software a microservizi su .NET e Java e lo sviluppo mobile su iOS, Android e Flutter, con un gruppo di data scientist dedicato ad AI e machine learning, dai modelli predittivi agli agenti intelligenti. L’azienda è certificata ISO 9001 e ISO 27001, oltre che UNI/PdR 125:2022 sulla parità di genere.
Ai servizi si affianca un catalogo di sei prodotti. Due riguardano la sanità: CloudCare.One, piattaforma cloud centrata sul dato del paziente, e Check App, per l’accettazione digitale nelle strutture sanitarie. Gli altri coprono funzioni d’impresa: Data Driver, per CRM, vendite e amministrazione; DEEVA, assistente conversazionale che accoglie i visitatori di un sito e li indirizza alle vendite; Perspecto, per la conformità GDPR e il rischio cyber; Talently, per il recruiting. È il segno di un percorso che porta l’azienda dal lavoro a progetto verso prodotti proprietari con ricavi ricorrenti.
La sanità resta il filone più vicino alla ricerca, coerente con il percorso del fondatore. Nel progetto con NEC i modelli di machine learning combinano i valori ematici con altre informazioni cliniche attraverso la tecnologia di Embedding Propagation sviluppata da NEC, per costruire una rappresentazione sintetica dello stato di salute del paziente e anticipare, in chiave predittiva, i segnali di una possibile malattia.
Diego Facchini CEO Data-Driven.Ai
Diego Facchini ha alle spalle oltre venticinque anni di esperienza nell’Information Technology, maturati nella direzione di reparti tecnologici di gruppi multinazionali operanti in ambito healthcare, pharma, engineering ed e-commerce. È stato anche Consigliere Delegato all’Innovazione e alla Tecnologia, oltre che responsabile della Sostenibilità per un grande gruppo leader in ambito Healthcare quotato in borsa. Oggi, oltre a guidare Data-Driven.Ai, è il fondatore dell’Innovation Hub di Roma Nord, spazio di coworking e networking tra imprese, e l’ideatore di CodinGirl: un’Academy gratuita per donne tra i 18 e i 28 anni, con percorsi in sviluppo full-stack, data science e cybersecurity e tirocini retribuiti.
La sua lettura dell’intelligenza artificiale in azienda parte dai dati prima che dai modelli. In un’intervista a IntelligentIA, alla vigilia dell’evento romano in cui ha parlato proprio di AI nel recruiting, l’ha sintetizzata così:
“Nella nostra esperienza, l’infrastruttura dati pesa spesso più dell’algoritmo”. In concreto, ha spiegato, significa rimettere mano ai flussi, ricostruire da dove arrivano davvero i dati, stabilire chi ne è responsabile e introdurre regole di governance e tracciabilità.
A settembre il legame con l’ecosistema romano dell’innovazione è passato per la Rome Future Week: Data-Driven.Ai ha animato NEURA, il Future Hub dedicato all’intelligenza artificiale, ospitato il 23 settembre all’Innovation Hub di via della Bufalotta. Titolo: “AI e impresa, dalla governance ai processi”. La mattinata ha messo a confronto infrastrutture, cloud pubblico, sicurezza e investimenti, con interventi di INWIT, Polo Strategico Nazionale, CERT-AGID e CDP Venture Capital e un panel sulla sovranità digitale.
Il recruiting è uno degli ambiti in cui l’AI Act è più esigente. L’allegato III del regolamento europeo classifica come ad alto rischio i sistemi usati per selezionare candidati, valutarli o incidere sui rapporti di lavoro; con il Digital Omnibus, il regolamento (UE) 2026/1744 entrato in vigore il 27 luglio, l’applicazione di questi obblighi è slittata al 2 dicembre 2027. La deroga prevista dall’articolo 6, paragrafo 3, per i sistemi che non comportano rischi significativi, non vale per quelli che effettuano profilazione di persone fisiche.
Il rinvio europeo, però, non lascia il campo libero. In Italia la legge 132/2025 prevede già dal 10 ottobre 2025 che i lavoratori siano informati quando un sistema di intelligenza artificiale interviene nei processi di assunzione, gestione o valutazione, anche rispetto ai possibili effetti discriminatori. Per un’impresa che adotta uno strumento di screening, gli obblighi di informazione valgono oggi, non dal 2027.
Talently porta queste esigenze dentro il processo. Ogni punteggio è accompagnato da una motivazione scritta, che il recruiter può leggere, discutere e condividere, così al candidato si può sempre spiegare l’esito; la decisione su chi chiamare a colloquio resta a una persona; ogni profilo è confrontato con gli stessi criteri indicati dal recruiter. Sono le scelte che il quadro normativo chiede in termini di trasparenza e sorveglianza umana, e per Data-Driven.Ai fanno parte del prodotto fin dall’inizio. Qui la frase di Diego Facchini sull’infrastruttura dati diventa un metodo: una classifica di candidati è equa quanto lo sono i dati e i criteri da cui nasce, e per questo i criteri restano visibili e discutibili.
Il Festival AI, alla seconda edizione dopo la tappa di Como dell’8 ottobre, attraversa tredici ambiti tematici, tra cui HR & Future of Work, Cyber & Digital Trust e Law, Policy & Governance. A Lugano la giornata si divide tra un’area espositiva gratuita e un’area conferenze a pagamento con panel, sale tematiche e tavole rotonde; gli organizzatori annunciano oltre cinquanta speaker. La prima edizione luganese aveva richiamato 750 partecipanti, con un formato pensato fin dall’inizio per avvicinare le aziende a progetti AI concreti.
Il palco ticinese offre a uno strumento di selezione un banco di prova particolare. Il mercato del lavoro della Regio Insubrica è transfrontaliero, con candidati e imprese che si muovono tra due ordinamenti: la Svizzera non applica l’AI Act, mentre un fornitore che vende i propri sistemi nell’Unione vi è soggetto. Davanti a una platea di responsabili HR abituati a gestire candidature da entrambi i lati del confine, Talently si confronta con un contesto in cui le regole cambiano a seconda di dove si trova chi assume.
Alla fine, Talently si misurerà sulla risposta che un’azienda saprà dare al candidato che chiede perché il suo profilo ha preso 74 e non 88. Secondo Data-Driven.Ai il progetto è partito proprio da questa domanda: per ogni punteggio c’è una motivazione scritta, che il recruiter può leggere, discutere e condividere. Sul sito talently.it si può prenotare una proof of concept gratuita sulle proprie candidature, e a Lugano Data-Driven.Ai sarà presente con uno stand dedicato, dove chiedere informazioni. La promessa resta una sola: meno tempo sui CV, più tempo sulle persone.
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