Il furto di dati a ho.mobile, operatore virtuale low cost di Vodafone, sembra dare conferma che sono state sottratte illegalmente informazioni anagrafiche e tecniche su alcune SIM, sebbene non vi sia stato alcun furto di dati “strategici”, ossia le credenziali bancarie e quelli relativi al traffico. Un sospiro di sollievo per l’intero database di clienti coinvolto (si parla di 2,5 milioni di SIM in Italia).
L’operatore Mvno rende noto che “dalle ulteriori verifiche effettuate (il caso è scoppiato il 28 dicembre, ndr) che sono tuttora in corso, emerge che sono stati sottratti illegalmente alcuni dati di parte della base clienti con riferimento solo ai dati anagrafici e tecnici della sim”. L’azienda comunica inoltre che “non sono stati in alcun modo sottratti dati relativi al traffico (sms, telefonate, attività web ecc.) né dati bancari o relativi a qualsiasi sistema di pagamento dei propri clienti”. Ho.mobile ha già informato anche il Garante Privacy, si legge nella nota dove si puntualizza che si stanno contattando i clienti coinvolti dal data breach nonché che sono già stati attivati nuovi livelli di sicurezza a tutela della clientela.
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