Nel vecchio continente aziende impreparate ad adeguarsi al Gdpr, che avrà un impatto su marketing, sales, gestione dei dipendenti e in generale su tutte le attività che implicano il trattamento di dati personali, digitali e non.
Solo l’8% delle aziende europee ha già effettuato i cambiamenti necessari alla conformità con la normativa che, approvata ad aprile 2016, diverrà esecutiva il 25 maggio 2018. Il 28% dei leader aziendali europei intervistati dichiara di non conoscere il Gdpr. Il 26% di chi invece sta lavorando per adeguarsi ammette che le loro aziende non saranno pronte entro la scadenza di maggio.
Lo afferma un’indagine condotta per conto della società multinazionale di revisione contabile Rsm. I dati pubblicati sono aggiornati a novembre 2017, a soli sei mesi dall’entrata in vigore del General Data Protection Regulation (Gdpr), il nuovo regolamento con cui l’Unione Europea vuole rafforzare e uniformare la protezione dei dati personali all’interno dei propri confini.
Sembra evidente che molte aziende impreparate non hanno compreso pienamente la necessità di trasformare i propri processi. Le conseguenze si annunciano pesanti: alle imprese che non risulteranno conformi saranno applicate sanzioni pari al 4% del loro fatturato complessivo oppure a 20 milioni di euro, a seconda della cifra più elevata.
Fra le imprese che hanno studiato la normativa, il 51% ritiene che sia troppo complicata per le Pmi ma che sia necessario regolare la gestione dei dati personali.
Il 41% pensa che le azioni di adeguamento aumenteranno significativamente le spese aziendali, anche perché il 60% degli intervistati si servirà di consulenti esterni per completare il progetto di conformità entro la scadenza.
La preparazione alla Gdpr sta già avendo un impatto sulle attività aziendali, segnala l’indagine, con molte imprese che stanno effettuando tagli in altre aree, come i progetti di nuovi prodotti (23%) o l’espansione internazionale (22%).
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