In occasione di IBM BusinessConnect 2016, presso La Permanente a Milano, Deon Newman, Vice President Marketing IBM Watson IoT, Stefano Rebattoni, General Manager Global Technology Services IBM Italia e relatori di rilievohanno mostrato una serie di applicazioni pratiche di utilizzo della tecnologia Watson in ambito IoT, sia per uso privato che professionale e industriale.
di George Giurickovic
Il Cognitive Computing nell’IoT ormai va dai droni commerciali alle stanze ospedaliere cognitive, passando per la sveglia di casa e per i robot come Pepper, capaci di conversare con naturalezza linguistica e manifestare simulazioni “empatiche”.
Un aspetto particolarmente interessante per tutti i settori, non ultimo il marketing, è che nei prossimi anni l’Internet delle Cose diventerà la principale fonte di dati sul pianeta, grazie ai milioni di sensori installati ovunque, dalle macchine industriali ai dispositivi mobili personali. È proprio nel mare dei Big Data che l’apprendimento automatico di Watson risulta interessante, perché permette l’analisi dei dati e li rende effettivamente utilizzabili. In tal scenario, IBM ha creato un’unità specifica, l’IBM Watson IoT, che fornisce una piattaforma globale di sviluppo basata su cloud con funzionalità cognitive, analitiche e sicurezza integrata, fattore più che mai importante visti anche i recenti attacchi informatici DDoS tramite IoT. La scelta di investire in questo campo risulta chiara, stimata con un valore economico di 11 trilioni di dollari entro il 2025.
Per intuire l’impatto economico delle applicazioni pratiche del Cognitive Computing, unito a dispositivi connessi e Big Data, possiamo pensare a macchine industriali che siano in grado di prevedere il momento del loro malfunzionamento, sistemi di sicurezza che facilitano la prevenzione del crimine, assistenti robot, ma anche elettrodomestici che chiamano la manutenzione e automobili che analizzano lo stile di guida: meccanismi volti ad incrementare l’efficienza operativa e migliorare il Crm.
Durante l’evento IBM BusinessConnect 2016 dello scorso 18 ottobre sono stati premiati anche i vincitori di un hackathon tenutosi a Napoli e dedicato allo IoT: quanto realizzato, tramite la piattaforma online BlueMix, rappresenta qualcosa di più delle capacità di un abile gruppo di ragazzi. L’accesso a sistemi come Watson e il know-how su IoT e Big Data valicano i confini dei “macro-laboratori” per divenire strumenti diffusi di creazione di sistemi che impattano su tutte le sfere della quotidianità. Come sottolineato da Rebattoni, siamo forse di fronte ad un mutamento industriale radicale e solo chi sarà capace di adattarsi e giovarne entro i prossimi anni ne uscirà protagonista.
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