La crisi da Coronavirus spinge il mercato europeo dei droni. Entro il 2024 il 30% delle merci sarà consegnato da mini-velivoli e robot. Emerge dall’indagine Protolabs “Horizon Shifts” secondo cui le aziende dell’aerospazio (governative, produttori di satelliti dell’high space, di aerei, elicotteri e di droni) stanno accelerando gli investimenti nella mobilità aerea urbana in reazione alla crescente sfiducia nel settore aerospaziale causato dal virus. Di contro aumenta la fiducia dal 42 al 53%, nel periodo 19 febbraio-4 marzo, nel mercato delle consegne tramite droni.
Il mercato europeo dei droni crescerà da 4,06 miliardi di dollari nel 2018 a 9,7 miliardi di dollari nel 2024. A seconda della legislazione dell’Ue e dei progressi tecnologici, la consegna dell’ultimo miglio di prodotti attraverso i droni potrebbe raggiungere tra il 7% e il 30% dei cittadini dell’Europa.
Propulsione elettrica e droni commerciali stanno emergendo come nuovi asset strategici su cui puntare per il futuro. Per il 53% delle aziende intervistate i droni commerciali diventeranno di uso comune entro 3 anni, o forse anche prima se si dimostrerà un mezzo di consegna capace di arginare il diffondersi del virus.
Secondo il 63% delle aziende italiane sostiene che l’intelligenza artificiale e il machine learning saranno le tecnologie che avranno il maggiore impatto nel settore aerospaziale.
“Siamo all’inizio di una transizione per l’industria aerospaziale europea dove le tecnologie dirompenti avranno un forte impatto sul settore – dice Massimo Bandecchi, Special Advisor – Space Systems Engineering dell’Esa, l’Agenzia Spaziale Europea – passare da un sistema costoso e centralizzato su pochi player ad un sistema capillare di piccole dimensioni, cosparso di aziende capaci di fornire maggiori prestazioni a un prezzo inferiore. I costi, i rischi e l’approccio generale allo sviluppo di nuove soluzioni stanno cambiando a favore delle aziende più piccole che possono scendere in campo”.
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