Nel primo trimestre del 2015 l’umore dei consumatori nei confronti della condizione economica nei singoli Paesi europei ha registrato uno sviluppo positivo.
I consumatori dell’Europa occidentale e meridionale si sono dimostrati ottimisti e fiduciosi di poter beneficiare della ripresa economica generalizzata. Invece i consumatori dell’Europa orientale, nonostante alcuni segni di ripresa, rimangono ancora abbastanza scettici; l’impatto del conflitto in Ucraina e gli effetti delle sanzioni economiche imposte alla Russia influiscono in questa regione.
Sono questi sono i risultati dell’indagine GfK sul Clima dei consumi in Europa condotta in 15 Paesi europei. Il vecchio continente sta riprendendosi dallo stato di crisi finanziaria ed economica e, nel corso del quarto trimestre dell’anno scorso, l’economia è visibilmente cresciuta in quasi tutti i Paesi europei e l’ascesa continuerà nel corso del 2015. Per la Germania è prevista una crescita dell’1,9%, per la Spagna del 2,8%, per l’intera eurozona dell’1,3% e per l’Unione europea (UE) dell’1,7%. Anche la situazione del mercato del lavoro è migliorata: nella maggior parte dei Paesi europei, il tasso di disoccupazione sta lentamente, ma costantemente, calando. La situazione è ancora grave in Spagna, Portogallo, Francia, Italia e Grecia.
Anche in Italia i consumatori dono fiduciosi anche se non si assiste ancora a una crescita reale. Sebbene le aspettative economiche siano ancora in negativo (− 4,2 punti), il valore dell’indicatore è comunque al suo livello più alto da aprile del 2010 e, da dicembre, è cresciuto di 31,2 punti. Esattamente un anno fa era attestato a −21,4 punti. Nel corso degli ultimi mesi sono cresciute in modo molto positivo anche le aspettative di reddito dei consumatori italiani. L’indicatore corrispondente, a marzo, era attestato a −3,8 punti, con un aumento di 16,6 rispetto a dicembre: a marzo 2014, il suo valore era di −13,7 punti.
Questo umore generalmente positivo dei consumatori italiani sembra essersi tradotto in una propensione agli acquisti, il cui indicatore è anch’esso cresciuto di 19,7 punti da dicembre, portandosi a 3,9 punti tornando, per la prima volta da anni, in territorio positivo. L’attuale livello non si riscontrava da agosto 2000. L’indice della propensione agli acquisti, 12 mesi fa, era attestato a −5,3 punti.
Cecilia Cantadore
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