I Big Data sono belli, non solo utili.
La visualizzazione dei dati può essere estremamente affascinante, una via di mezzo
fra arte e scienza
Spesso i dati sono spiegati con visualizzazioni in grado di stupire e lasciare a bocca aperta. Sul web se ne trovano numerosi esempi. Tra questi spicca “Flight Patterns” il lavoro di Aaron Koblin che utilizza i dati forniti dall’amministrazione della “U.S. Federal aviation”. Koblin raduna le rotte degli aeroplani registrandole in tempo reale e rielaborandole visivamente, mettendo in forma grafica una serie di esperimenti effettuati sotto il nome “Celestial Mechanics” dai suoi colleghi Scott Hessels e Gabriel Dunne alla Ucla (University of California, Los Angeles).
Aaron Koblin ha anche prodotto un’animazione, che rappresenta sotto forma visiva 24 ore di voli arei negli Usa.
Un altro esempio è quello di John Nelson, grafico di Idv Solutions, che ha raccolto tutti i dati disponibili della National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) su uragani e tempeste tropicali dal 1851 a oggi e li ha visualizzati in una grande mappa con centro al Polo Sud. A colpo d’occhio, si nota come gli uragani si formino nelle acque calde vicino all’equatore e rapidamente se ne allontanino. Curiosamente, l’elaborazione di Nelson di oltre 160 anni di uragani tropicali somiglia proprio a un grande uragano.
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