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Mettiamoci una pezza, anzi una patch

Tutti sanno che cosa è una patch: è una correzione, un pezzo di software che ripara un errore, ripara i Bug che vengono scoperti solo dopo il rilascio del software stesso. Nel suo significato primario, patch (letteralmente “pezza”) è un termine inglese che indica un file eseguibile creato per risolvere uno specifico errore di programmazione, che impedisce il corretto funzionamento di un programma o di un sistema operativo. Questi file generalmente vengono rilasciati dagli stessi produttori, nell’attesa di pubblicare una nuova versione del software stesso. Le patch servono per evitare un problema concreto, un blocco del programma, perdita di dati, per prevenire una falla nel sistema di sicurezza.
Perché le patch si chiamano così? Perché erano proprio delle pezze. In origine i programmi dei vecchi computer erano incisi in targhette perforate, che all’occorrenza potevano essere modificate tramite delle vere e proprie pezze adesive. Si potevano apportare piccole correzioni alle sequenze programmate applicando porzioni di carta, simili a cerotti, nei buchi della punzonatura che si desidera modificare.
L’immagine mostra l’applicazione di due patch sulla parte superiore di un software per un computer Mark I (del 1944), oggi conservato negli archivi dello Smithsonian Museum di Washington.
Cecilia Cantadore


Mettiamoci una pezza, anzi una patch - Ultima modifica: 2015-04-08T08:34:30+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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