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Se il monitor incontra la nuvola

di Lino Garbellini

È uno degli ultimi a rispondere all’appello, ma anche il mondo dei monitor cambia in funzione del cloud. Ora il computer aziendale diventa una base standard compatibile con pannelli LCD, da 19 fino a 29 pollici e si collega alla rete aziendale per offrire un Virtual Desktop (VDI) su cui lavorare.
I vantaggi? Di gestione naturalmente, tutta la manutenzione delle macchine in questo modo avviene da remoto e spostare una postazione non è più un calvario.
Anche la sicurezza riveste un ruolo importante per chi sceglie Cloud Base, è ridotto quasi a zero il rischio che software esterni entrino nella rete aziendale, mentre tutti i dati sono nel cloud e sincronizzati con il server principale. Su larga scala soluzioni di questo tipo consentono vantaggi anche manageriali, stiamo parlando di un contenimento dei costi di gestione di acquisto delle macchine, oltre ad un risparmio di spazio e di tempi di logistica relativi alle macchine.

MONITOR SPECIALIST
Philips Cloud Base (a partire da 329 euro) è prodotto dalla licenziataria MMD ed è disponibile in due versioni, la SB4B1927VB per VMware infrastrutture e la SB4B1927CB per Citrix. “Siamo specialisti dei monitor con la migliore economia di scala del mondo” spiega Thomas Schade (Vice President Emea MMD), “abbiamo un’offerta completa grazie a due brand con posizionamento diverso MMD e AOC, entrambi della casa madre taiwanese TPV che è il più grande produttore di pannelli al mondo. Il rapporto stretto con TPV e le sue dimensioni commerciali ci consente d’avere prodotti più innovativi come per esempio il Cloud Base, perché abbiamo team di lavoro focalizzati, intenti a sviluppare tecnologie specifiche”.
Nonostante le dimensioni ridotte e la praticità d’uso, il Cloud Base è dotato di uscita dual DVI per dual screen expandability e della tecnologia SmartConnect, oltre ad un ingresso per il microfono, porta USB e LAN.

BUSINESS MODEL VINCENTE
Campione della gamma MMD e modello di punta è invece il monitor Philips 288P6LJEB (599 euro) da 28” che vanta uno schermo UltraClear Ultra HD con risoluzione 4K, quattro volte maggiore rispetto al Full HD per un totale di 3.840×2.160 pixel. Sul fronte della produttività, i vantaggi di una risoluzione di questo tipo si traducono in più spazio a disposizione sullo schermo e un dettaglio superiore, per esempio per i fogli di calcolo. Aiutano la produttività anche il tempo di risposta di un solo 1 ms. e oltre 1 miliardo di colori.
“Abbiamo un business model vincente replicato su due brand, il nostro segreto è la centralizzazione, nei diversi paesi abbiamo solo la forza vendita dedicata al canale”, chiarisce Schade, “centralizzare per noi vuol dire velocizzare la comunicazione, migliorare la velocità di azione e ridurre i costi. A nostro parere, il prezzo basso non è la chiave per il successo, abbiamo aggiunto valore in questi anni al prodotto tramite l’innovazione e questo ha pagato con le vendite, siamo sempre cresciuti”.


Se il monitor incontra la nuvola - Ultima modifica: 2014-06-23T09:24:58+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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