Apple e Google hanno fatto pace, dopo anni di lotte in tribunale a suon di brevetti, hanno ora trovato un accordo. Seppelliranno l’ascia di guerra e lasceranno cadere tutte le denunce in corso. Peace&Love nel mondo della tecnologia, per amore o per interesse i due giganti hanno deciso non farsi più del male.
Le cause sui brevetti si erano inasprite dopo l’acquisizione di Motorola ad opera di Google, che ha portato in casa di Big G una serie infinita di brevetti che era stata usata per denunciare (soprattutto contro-denunciare) le realizzazioni di Apple in ambito mobile. Insomma per difendere Android dagli attacchi di Apple, Google si era portata a casa migliaia di brevetti Motorola con cui contrattaccare.
Erano oltre 20 i processi (tra Usa e Germania) che vedevano i due giganti scontrarsi. Poi l’arrivo dell’armistizio, anzi di una vera pace. Nell’annuncio si legge infatti che le due società non si sono accordare per scambiarsi reciprocamente le licenze dei propri brevetti (sarebbe stato davvero strano) ma comunque collaboreranno in alcune aree e lavoreranno insieme per la riforma della normativa sui brevetti. Nel cambiamento di atteggiamento delle due società ha giocato un ruolo impernate anche la cessione di Motorola a Google. Big G è un po’ meno concorrente di Apple ora, che rimane l’unica (insieme ora a Microsoft dopo l’integrazione di Nokia) a realizzare sia l’hardware che il sistema operativo degli smartphone.
Sembra una pace da guerra fredda. Apple infatti rischiava (se avesse perso contro Motorola) anche il blocco delle vendite degli iPhone e allo stesso tempo Google poteva ritrovarsi con un divieto di commercializzare Android, con la possibilità surreale che sia Apple che Google si ritrovassero fuori dal mercato smartphone: da leader ad esclusi per una casa in tribunale. Meglio non rischiare, avranno pensato le due società, e trovare un accordo.
Nonostante la pace con Google Apple non rinuncia alle cause contro Samsung, in questo caso il litigio continua e nella lunga diatriba arriva una condanna per la multinazionale Coreana (da parte del tribunale di San Josè California) al pagamento di 119 milioni di dollari, per aver infranto due brevetti software di Apple. Una vittoria per la Mela, ma dal gusto acidulo, dato che la richiesta di danni era ben superiore.
Nonostante le buone intenzioni dichiarate ci saranno ancora strascichi in tribunale per via dei “patent troll”, cioè quelle aziende appositamente create per attaccare in tribunale i concorrenti e a cui vengono appositamente ceduti i brevetti per portare aventi queste battaglie legali.
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