Clubhouse è l’app social del momento. Di cui tutti parlano. E in cui tutti parlano. Già. Perché su questa piattaforma, per il momento accessibile solo su invito, si può solo usare e condividere la propria voce. Un proprio vocale. Niente testi, niente emoticons, niente immagini e niente video. Solo messaggi vocali.
Diventata in pochissimo tempo la piattaforma più in voga e amata dalle celebrity di tutto il mondo Clubhouse per ora è disponibile solo su iPhone e sistema iOS (quindi anche iPad) e non su Android. A differenza dei più famosi Facebook, Instagram e Twitter, l’unico contenuto fruibile sono dunque tracce sonore, un enorme contenitore di podcast. E per aderire bisogna avere almeno 18 anni. E chiaramente, almeno per ora, possedere un iPhone.
Se poi ad unirsi all’app del momento c’è anche l’uomo più ricco del mondo, il gioco è fatto. Parliamo di Elon Musk il numero uno di Tesla e SpaceX che si è unito domenica alla room Good Time annunciandolo attraverso il proprio account Twitter. L’ennesimo faro sull’applicazione più chiacchierata in questo inizio 2021.
Nel suo intervento Musk ha toccato diversi temi: la missione per portare il genere umano su Marte, la possibile esistenza degli alieni, il potere comunicativo dei meme, il progetto Neuralink per creare un’interfaccia di connessione tra cervello e calcolatore, la criptovaluta Bitcoin, i progetti Tesla in merito all’intelligenza artificiale e il cinema.
Lanciato nella primavera scorsa durante i primi mesi della pandemia da Paul Davison e Rohan Seth, ex dipendenti di Pinterest e di Google, Clubhouse vanta già due milioni di iscritti e una valutazione di mercato superiore al miliardo di dollari.
E il suo successo è merito anche dell’ultima iniezione di capitale del ricco fondo d’investimento di Andreessen Horowitz, tra i primi a credere nel progetto. Altri 100 milioni di dollari per stimolare la crescita di quella che negli Usa è considerata la piattaforma del momento. Tra le celebrities a stelle e strisce che l’hanno già scaricata, la regina dei talk show Oprah Winfrey, il cantante Drake, i comici Kevin Hart e Chris Rock e l’attore Ashton Kutcher.
E partecipazione di Elon Musk a parte, l’applicazione si presume abbia potenziale in ambito business. Le stanze dedicate a temi come marketing, strategia di vendita e persuasione all’acquisto sono già numerosissime.
Le chat vocali sono organizzate in base a temi di interesse comuni come politica o tecnologia. E’ l’algoritmo del social a indicarci quali potrebbero essere più adatte a noi.
Ed un ruolo centrale nel funzionamento dell’app lo giocano proprio i club (da qui il nome di Clubhouse), ossia gruppi di utenti accomunati da un medesimo interesse. Ne esistono già di tutti i tipi e sono categorizzati per macroaree.
E non c’è rischio di incappare in contenuti poco pertinenti. Già al momento dell’iscrizione, infatti, l’utente viene invitato a selezionare gli argomenti di proprio gradimento così da consentire al sistema di confezionare una homepage “su misura”.
Una volta “in stanza” si possono ascoltare conversazioni e inviare le proprie riflessioni registrate; tutti file audio che non possono (per ragioni di privacy) essere condivisi o scaricati. Il fronte pubblicitario, invece, è ancora work in progress. Ma c’è da credere che con l’aumentare esponenziale degli utenti, anche le idee per la monetizzazione arriveranno.
Tutte le stanze prevedono la presenza di un moderatore che ha facoltà di dare o togliere voce ai singoli partecipanti. Una figura cruciale per evitare fastidiose sovrapposizioni negli incontri più affollati. Le interazioni si svolgono infatti in tempo reale e a microfono aperto.
Gli iscritti al momento su Clubhouse sono quasi solo giornalisti, imprenditori, influencer o persone del marketing. Questo significa che ci sono tanti pareri importanti e autorevoli, ma che manca ancora una base più ampia e variegata di pubblico per capire che direzione potrebbe intraprendere.
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