La sicurezza in azienda è questione sempre spinosa, la molteplicità e complessità di strumenti a disposizione non fa che accrescere le violazioni possibili, siano esse all’interno o all’esterno dell’azienda. Check Point Software Technologies ha da poco pubblicato il Security Report 2013. Realizzato sulla base di una ricerca effettuata su un campione di quasi 900 aziende, il report fa luce sui principali rischi cui le aziende sono quotidianamente esposte: applicazioni web, sicurezza di rete e casi di perdita di dati causati dai dipendenti, anche in modo non intenzionale.
Da quando, nel 2012, è iniziata una vera e propria guerra aperta tra attacker e professionisti dell’IT, risulta evidente come molte delle più gravi minacce non riescano a essere individuate dagli amministratori di rete. Si tratta di rischi che derivano dalle tecniche sempre differenti implementate dagli hacker, unite a imprudenti attività online da parte dei dipendenti che – involontariamente – creano vulnerabilità sulla rete aziendale.
Da crimeware ad hacktivism, anche nel corso di quest’ anno gli attacchi informatici continueranno a evolvere. La ricerca rivela come il 63% delle aziende sia stato contaminato da bot e più della metà da nuovi malware, almeno una volta al giorno.
L’ondata di applicazioni web 2.0 ha offerto una serie di opzioni senza precedenti per introdursi nelle reti aziendali. La ricerca ha evidenziato come il 91% delle aziende utilizzi applicazioni che presentano potenziali rischi di protezione. Queste applicazioni vengono evidenziate nel report, con tanto di frequenza di uso ed utilizzo di anonymizer, applicazioni P2P, applicazioni di storage e condivisione di file, ed i principali social network.
Le informazioni aziendali oggi sono più accessibili e mobili che mai, con un conseguente rischio maggiore di perdita o smarrimento dei dati. Più della metà delle aziende prese in esame ha registrato almeno un potenziale caso di perdita di dati.
“La nostra ricerca ha rivelato molte allarmanti vulnerabilità e minacce alla sicurezza delle reti, di cui la maggior parte delle aziende non era neppure a conoscenza”, ha dichiarato Amnon Bar-Lev, President di Check Point Software Technologies. “Grazie a questa maggiore visibilità i professionisti dell’IT possono meglio definire un piano di sicurezza per proteggere le proprie organizzazioni rispetto ad un flusso costante di minacce in continua evoluzione, dalle botnet ai problemi causati da dipendenti che utilizzano applicazioni web rischiose, come gli anonymizer, fino alla perdita di dati”.
Il report completo, in lingua inglese, qui.
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