SSD, chiavette USB e memory card: le memorie basate su tecnologia Flash

Avete mai sentito parlare delle memorie basate su Flash Memory o, più precisamente ancora, della tecnologia Flash Memory? Scopriamo insieme cosa è e quali sono i suoi vantaggi.

Partiamo dalle basi, con una rapida definizione della tecnologia flash. Quest’ultima è un sistema per lo starage dei dati che utilizza un tipo particolare di memoria con due caratteristiche principali: 1) l’essere a stato solido e 2) di tipo non volatile. A differenza della classica modalità di registrazione dei dati basata su tecnologia di magnetizzazione (ad esempio, il tradizionale hard disk), i dispositivi che utilizzano memoria flash salvano i dati in celle di memoria in grado di mantenere inalterata la loro capacità di memorizzazione anche in assenza di alimentazione elettrica: il procedimento di lettura/scrittura sfrutta segnali elettrici e la cella di memoria conserva la carica elettrica applicata.

Fisicamente, la memorizzazione delle informazioni prevede la presenza di un circuito stampato (board) sul quale sono distribuiti uno o più chip di flash memory oltre a un chip controller, quest’ultimo responsabile delle operazioni di lettura/scrittura e del corretto funzionamento del sistema. In caso di memoria flash a sola lettura si parla normalmente di flash ROM.

La possibilità di mantenere registrati i dati anche quando il device non è alimentato la si deve al fatto che le memorizzazione sfrutta una tipologia di transistor (un array di Floating Gate MOSFET) ad effetto di campo in grado di mantenere la carica elettrica per lungo tempo.

La tecnologia flash negli ultimi anni si è resa protagonista di un vero e proprio boom. Inizialmente, le pen drive USB (chiavette USB) hanno decretato la scomparsa dei floppy disk come strumento per la portabilità dei dati tra computer differenti, poi con l’avvento del digitale in settori prima dominati dall’analogico – si pensi alla macchine fotografiche, alle video camere e ai lettori di musica portatili – le memory card hanno sostituito rullini, videotape, cd e musicassette. Infine, negli ultimi anni, l’avvento dei Solid State Drive (SSD) sta minacciando la permanenza sul mercato dei tradizionali dischi rigidi.

Diversi fattori hanno concorso e concorrono al successo dell’impiego delle flash memory nei dispositivi elettronici. Tali tipi di memorie infatti si avvantaggiano:

  • di considerevoli capacità di storage, ormai nell’ordine di decine di GB;
  • di ottime performance in termini di velocià nelle operazioni di I/O;
  • della totale assenza di parti meccaniche in movimento e quindi di maggiore resistenza a urti e vibrazioni soprattutto se pensiamo a particolari device come smartphone e player MP3;
  • della massima portabilità: esse sono leggere, di dimensioni contenute, generano poco calore;
  • di un basso consumo energetico.

La tecnologia Flash non ha avuto quindi molte difficoltà nell’affermarsi in dispositivi come fotocamere digitali, smartphone, lettori mp3/mp4, USB key, tablet, videoregistratori digitali e in generale in tutti quegli apparecchi che necessitano di una elevata portabilità sommata a un’ottima capacità di memorizzazione e salvataggio dei dati.

Le tipologie di Flash Memory sono essenzialmente due: NOR Flash e NAND Flash. Esse differiscono in termini di architettura e di procedimento di programmazione. Le memorie NAND sono più performanti e questo spiega la maggiore diffusione nei dispositivi elettronici.

Uno dei principali ambiti di utilizzo delle Flash Memory riguarda come detto quello relativo alle schede di memoria che ad oggi si adeguano a diversi standard:

  • CompactFlash
  • SmartMedia
  • MultiMediaCard
  • Secure Digital
  • MicroSD
  • xD-Picture Card

Per il resto, i vari standard differiscono in termini di dimensioni ma tendono a somigliarsi nelle loro caratteristiche di robustezza, facilità di utilizzo e ingombro ridotto.

I vantaggi offerti dalla tecnologia flash non devono però trarre in inganno. Anche gli apparecchi che la utilizzano si rivelano infatti suscettibili alla possibilità di danneggiamento e perdita dei dati. Dalle casistiche dei laboratori Kroll Ontrack, ad esempio, emerge che non vi sono sostanziali differenze percentuali tra i guasti che colpiscono gli hard disk e quelli che colpiscono i Solid State Drive (SSD), come a dire che l’affidabilità dei primi non necessariamente deve essere considerata inferiore a quella dei secondi.

A cambiare sono le cause dei guasti, per la maggior parte normalmente rappresentate da danni di tipo fisico. Mentre in un disco rigido magnetico le parti meccaniche sono soggette ad usura oltre ad essere più sensibili a urti e vibrazioni con il risultato di un crash delle testine sui piatti rotanti o di un blocco del motore,  le memorie di tipo flash risultano sicuramente più vulnerabili a malfunzionamenti/guasti di tipo elettrico/elettronico con conseguente impossibilità di accesso ai dati memorizzati nei chip.

Come per gli hard disk, fortunatamente il ripristino dei dati da supporti con tecnologia flash è possibile. Tuttavia, però, a causa della complessa modalità di funzionamento di questo tipo memoria è particolarmente importante rivolgersi a realtà con personale tecnico altamente specializzato e strumentazioni adeguate in grado di  migliorare significativamente la percentuale di successo. Nel settore recupero dati, Kroll Ontrack, è punto di riferimento a livello nazionale e internazionale da oltre 30 anni e può recuperare le informazioni perse da pressoché qualunque supporto informatico inclusi i dispositivi che fanno uso di memoria flash.

Al contrario, è fortemente sconsigliato procedere da soli a un tentativo di riparazione, che potrebbe portare al danneggiamento definitivo del device e alla perdita irrimediabile dei dati.


SSD, chiavette USB e memory card: le memorie basate su tecnologia Flash - Ultima modifica: 2017-09-18T11:08:01+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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