Come sta entrando davvero l’intelligenza artificiale nelle aziende italiane? Da questa domanda è nato AI Viewpoint, l’osservatorio partecipato del Gruppo E presentato il 24 novembre 2025 al Tecnopolo DAMA di Bologna.
Non è stata una conferenza tradizionale, piuttosto una lente attraverso cui osservare ciò che sta accadendo dentro le imprese italiane, costruita da chi l’AI la porta ogni giorno nelle linee produttive, nei comitati di direzione, nei team HR, nei reparti legali, nei flussi decisionali che definiscono la competitività di un’azienda.
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AI Viewpoint è stato progettato come uno spazio aperto, quasi artigianale, in cui non servirà indossare la retorica dell’innovazione a tutti i costi. Le aziende invitate potranno raccontare non soltanto i propri successi, ma anche le esitazioni, le scelte difficili, le complessità tecniche e organizzative. Sarà un’occasione per condividere ciò che funziona davvero e ciò che invece richiede ancora tempo, investimenti o cultura.
L’idea è semplice: per capire l’AI, dobbiamo ascoltare chi la vive davvero e per farlo serve un luogo di confronto stabile, non un momento isolato. Proprio per questo AI Viewpoint si propone come un osservatorio continuo, un luogo di riferimento per misurare la maturità del Paese, capire dove sono le aziende e dove stanno andando.
Durante la mattinata si sono alternati interventi, conversazioni guidate e momenti di partecipazione attiva, una giornata pensata per muoversi con fluidità tra visione strategica e pratica operativa.
Si è parlato di maturità dell’adozione dell’AI nelle imprese italiane, cercando di tracciare una geografia credibile dello stato dell’arte. E’ stato dato spazio al tema della formazione, considerata sempre più non un complemento ma un prerequisito decisivo. Ci si è soffermati sulle implicazioni dell’AI Act, che non viene vissuto come un vincolo, ma come un’occasione per costruire soluzioni più sicure, etiche e trasparenti.
Un altro passaggio centrale è stato dedicato alla modalità agente, l’evoluzione più profonda della generative AI: sistemi che non rispondono soltanto, ma agiscono, pianificano, orchestrano task e interagiscono con strumenti aziendali. Una rivoluzione silenziosa che cambierà ruoli, processi e modelli organizzativi.
C’è stato poi spazio per un confronto concreto tra ecosistemi open source e soluzioni proprietarie, non in termini ideologici, ma pratici: costi, governance, manutenzione, sicurezza, compliance. E, naturalmente si sono visti esempi applicativi in ambito industriale, il terreno su cui l’Italia può giocare una partita davvero competitiva.
A dare forma alla discussione sono state figure che rappresentano mondi diversi ma contigui:
Ognuno ha portato un tassello: dall’industria pesante alla governance, dal diritto alla cultura dell’AI, fino alla dimensione più umana e relazionale della tecnologia.
A sintetizzare lo spirito dell’iniziativa sarà una volta Zingoni, con una convinzione che è già un manifesto:
“Solo attraverso il confronto e la collaborazione possiamo trasformare l’innovazione in valore concreto per il tessuto economico del Paese.”
Per comprendere fino in fondo AI Viewpoint bisogna conoscere la storia del Gruppo E. Da oltre vent’anni, il system integrator fiorentino ha imparato che l’innovazione non vive nella tecnologia, ma nel modo in cui le persone la interpretano, la adottano e la integrano nei processi. La Business Unit Innovability, guidata da Zingoni, incarna questo principio: unire innovazione e sostenibilità, misurare ogni soluzione in termini di impatto reale, costruire percorsi e non solo progetti.
Per questo, quando il Gruppo E parla di AI, non parla mai di software o modelli, ma di scelte, culture, competenze. L’AI viene trattata come ciò che è: una tecnologia sistemica che richiede infrastrutture adeguate, governance solida, sicurezza, qualità dei dati e capacità organizzativa.
AI Viewpoint offrirà un’occasione rara: guardarsi allo specchio, capire non solo cosa stiamo costruendo, ma come lo stiamo costruendo. Individuare le nostre eccellenze, riconoscere gli ostacoli e, soprattutto, definire una direzione.
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