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Amazon Megacity: una città per il futuro dell’AI tra innovazione e proteste

Anche Amazon vuole una grande città tutta per sè: Amazon Megacity. A New Carlisle, un’area rurale a 120 km da Chicago, la società di Jeff Bezos sta costruendo il più grande cluster di calcolo per l’intelligenza artificiale al mondo. Interconnessi da fibre ottiche, gli edifici formeranno un supercomputer dedicato a carichi di lavoro AI, come l’addestramento di modelli linguistici. Anthropic, con il suo chatbot Claude, è il cliente principale, rendendo il progetto una pedina chiave nella corsa all’AI contro Microsoft e OpenAI.

Amazon Megacity: le scelte

L’infrastruttura che serve adAmazon Megacity nello stato dell’Indiana richiede 2,2 gigawatt di energia, pari al fabbisogno di un milione di case. Il raffreddamento, per il 96% ad aria, userà milioni di litri d’acqua solo in casi estremi. AWS promette sostenibilità, con l’obiettivo di essere “water-positive” entro il 2030, reintegrando più acqua di quanta ne consumi. L’investimento, il più grande nella storia dell’Indiana, creerà 1.000 posti di lavoro diretti e migliaia indiretti, supportati da incentivi statali. Amazon finanzierà anche programmi STEAM e un fondo da 100.000 dollari per la comunità locale, ma ciò non sembra essere sufficiente per un gruppo di cittadini.

Project Rainier: il cuore tecnologico dell’Amazon MegaCity


Project Rainier è il nome in codice del titanico progetto di Amazon a New Carlisle. Questo cluster di data center, progettato per potenziare l’AI, utilizza chip Trainium2, organizzati in EC2 UltraServers con 83,2 petaflops FP8 ciascuno, interconnessi tramite NeuronLink v3 e reti EFA a bassa latenza. Servono come il “cervello” digitale su cui vengono alimentati e perfezionati gli algoritmi di AI. Al loro interno, migliaia di server e chip specializzati lavorano in parallelo per elaborare immense quantità di dati. Questo processo di addestramento è fondamentale per permettere ai modelli di AI di apprendere, riconoscere schemi, prendere decisioni e, in ultima analisi, svolgere compiti sofisticati come la comprensione del linguaggio naturale, il riconoscimento di immagini, la guida autonoma o la previsione di tendenze di mercato.

Amazon MegaCity e le proteste per l’ambiente


L’impatto di Amazon Megacity  sulla comunità locale è stato notevole. Gli hotel nelle vicinanze sono stati completamente occupati dai lavoratori impiegati nel progetto, mentre nuove abitazioni sono in costruzione. Inoltre, si è verificato un significativo aumento degli incidenti stradali e della congestione del traffico, tanto che Amazon ha accettato di versare 90.000 dollari per coprire le spese degli straordinari del personale addetto. Infine, la richiesta di Amazon di deviare i corsi d’acqua ha scatenato proteste perché le zone idriche vicino al Bendix Woods Nature Preserve sono vitali per l’acquifero locale, la biodiversità e la prevenzione delle inondazioni. Le mitigazioni proposte da AWS, come creare nuove zone umide altrove, non convincono: i critici chiedono alternative, citando il caso di Google in Cile, che ha modificato un progetto simile dopo alcune proteste. La tensione richiama le controversie sui progetti futuristici di Elon Musk, come la Megacity Starbase in Texas o il data center di xAI a Memphis, criticati per consumo energetico e opacità. A differenza di Musk, Amazon adotta un tono conciliatorio, ma la comunità è ancora da convincere in toto. L’azienda di Bezos dovrà trovare il giusto compromesso per continuare a sviluppare la nuova generazione di prodotti con intelligenza artificiale.


Amazon Megacity: una città per il futuro dell’AI tra innovazione e proteste - Ultima modifica: 2025-07-17T10:29:10+00:00 da Andrea Indiano

Giornalista con la passione per il cinema e le innovazioni, attento alle tematiche ambientali, ha vissuto per anni a Los Angeles da dove ha collaborato con diverse testate italiane. Ha studiato a Venezia e in Giappone, autore dei libri "Hollywood Noir" e "Settology".

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