La zona di esclusione di Chernobyl e è composta da un’area di circa 2.5 kmq, attorno all’impianto nucleare che è rimasto ampiamente disabitato ed inutilizzato a partire dal disastro avvenuto nel 1986. Gli altissimi livelli di radiazioni rendono la zona inadatta a qualsiasi utilizzo precedente, come quello agricolo o forestale.
Ciò nonostante, il sito rimane un luogo esemplare per l’installazione di una centrale ad energia solare. Non soltanto si tratterebbe di terreni a prezzi stracciati e inutilizzati, ma di terreni con un’infrastruttura in termini di collegamenti elettrici già impostata, eredità dell’impianto nucleare.
L’Ucraina da tempo è alla ricerca di investitori che costruiscano una centrale ad energia solare nella zona di esclusione di Chernobyl , e sembrerebbe che due società cinesi abbiano dimostrato un interesse reale.
Si tratta della GCL System Integration Technology e della China National Complete Engineering Corp (CCEC), che coopereranno all’installazione della centrale. La GCL si occuperà della parte inerente ai componenti solari mentre la CCEC gestirà e supervisionerà l’intero progetto.
Non sono state date indicazioni temporali precise e non si sa nemmeno nulla sui costi effettivi per la realizzazione del progetto.
Nel Processo Musk contro OpenAI riemerge il Dossier Sutskever, 52 pagine di accuse interne che…
Anthropic affitta tutta la capacità del data center Colossus 1 di SpaceX a Memphis: oltre…
Cloudflare licenzia il 20% del personale perchè ha introdotto l'AI-Agentica, una spietata nuova efficienza algoritmica…
Al Brussels Economic Forum il premio Nobel per l'Economia 2025 Philippe Aghion smonta il pessimismo…
Il Brussels Economic Forum 2026 si apre con un discorso che non lascia dubbi: o…
Quando un’azienda decide di investire sull’intelligenza artificiale si concentra su GPU, modelli, dati e spesso…
Via Italia 50, 20900 Monza (MB) - C.F. e Partita IVA: 03339380135
Reg. Trib. Milano n. 409 del 21/7/2011 - ROC n. 21424 del 3/8/2011