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Pompei: un cane Robot fa la guardia al sito archeologico

La tecnologia più avanzata protegge l’antichità. Pompei e il sito archeologico dove si sperimentano nuove soluzioni che uniscono il passato remoto al futuro.
Così oggi un cane robot che ispeziona gli scavi, si tratta del famoso “Spot” di Boston Dynamics.

Da quando Boston Dynamics ha iniziato a sviluppare il suo robot simile a un cane, oltre un decennio fa, è stata una di quelle soluzioni innovative alla ricerca di un problema. Negli ultimi anni, da quando l’azienda ha commercializzato Spot, gli sono stati assegnati numerosi lavori, da quello su una piattaforma petrolifera all’allevamento di pecore in Nuova Zelanda. Ora sembra aver trovato una buona collocazione a Pompei.
Questo è il motivo che ha portato Google a vendere la società, che aveva acquistato anni fa, cioè non vedeva applicazioni su larga scala delle straordinarie tecnologie sviluppate da Boston Dynamics.

Spot, il cane Robot monitora Pompei

Una delle ultime prove di monitoraggio delle strutture archeologiche di Pompei è stata eseguita con Spot, il robot quadrupede che è in grado di ispezionare luoghi, anche di piccole dimensioni, in tutta sicurezza, acquisendo e registrando dati utili allo studio e alla progettazione di interventi.
L’obiettivo dell’utilizzo di soluzioni tecnologiche innovative è proprio quello di migliorare il monitoraggio dell’esistente e la conoscenza dello stato di avanzamento dei lavori delle aree oggetto di recupero o restauro e dunque gestire la sicurezza del sito, oltre che dei lavoratori.
Questa sperimentazione si inserisce nel più ampio progetto del Parco archeologico di Pompei Smart@POMPEI, per una gestione intelligente, sostenibile e inclusiva del Parco, attraverso una soluzione tecnologica integrata che fa di Pompei uno Smart Archaeological Park.
Per queste attività il Parco si sta avvalendo della collaborazione di aziende di Information Technology in continua ricerca e innovazione, come Leica Geosystems (parte of Hexagon) e Sprint Reply, società del Gruppo Reply specializzata in robotica e process automation.

Non solo robot ma anche droni

Nella prima fase di sperimentazione sono stati utilizzati il anche il drone Leica BLK2FLY, il primo laser scanner volante in grado di effettuare scasioni 3D in autonomia, e appunto il cane robot SPOT di Boston Dynamics, il robot quadrupede che con agilità e autonomia si muove su diversi tipi di terreni, consentendo di automatizzare le attività di ispezione di routine e l’acquisizione dei dati in modo sicuro. SPOT è stato equipaggiato in due modalità rispettivamente con Leica BLKARC e con il sensore Spot CAM+.
Queste piattaforme intelligenti per l’analisi dei dati, , sono la necessaria base per rendere i dati, acquisiti durante le ispezioni dei robot, fruibili e utili per le applicazioni del Parco Archeologico di Pompei.
“I progressi tecnologici nel mondo della robotica, dell’intelligenza artificiale e dei sistemi cosiddetti autonomi, hanno prodotto soluzioni e innovazioni più facilmente associate al mondo industriale e manifatturiero, che finora non avevano trovato applicazione all’interno dei siti archeologici a causa dell’eterogeneità delle condizioni ambientali, dell’estensione del sito. Oggi, grazie alla collaborazione con aziende di alta tecnologia e a seguito di queste riuscite sperimentazioni, vogliamo testare l’impiego di questi robot nei cunicoli sotterranei degli scavatori clandestini che stiamo rilevando nel territorio intorno a Pompei, nell’ambito di un protocollo d’intesa con la Procura di Torre Annunziata guidata da Nunzio Fragliasso – dichiara il Direttore Generale, Gabriel Zuchtriegel – Spesso le condizioni di sicurezza nelle gallerie scavate dai tombaroli sono molto critiche, per cui l’uso di un robot potrebbe rappresentare una svolta che ci consentirebbe di procedere con maggiore rapidità e in totale sicurezza.”


Pompei: un cane Robot fa la guardia al sito archeologico - Ultima modifica: 2022-04-10T18:20:54+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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