Tim Cook a Firenze : tutto quello che ha detto l’AD di Apple

Il CEO di Apple Tim Cook a Firenze ha raccolto l’esultanza dei giovani, parlato di Fake News, di istruzione, dei sistemi fiscali e del perché l’iPhone X costi così tanto.

Tim Cook a Firenze : il discorso e l’intervista

Tim Cook a Firenze è stato  ospite di Andrea Ceccherini, Presidente dell’Osservatorio Permanente Giovani Editori, e ha incontrato gli studenti delle Superiori, in occasione dell’anniversario del progetto Il Quotidiano in Classe, volto a stimolare la capacità critica e l’informazione a scuola.

Tim Cook a Firenze ha parlato di istruzione

Tim Cook a Firenze, ha raccontato di essere nato e cresciuto in una famiglia a cavallo fra la classe operaia e la bassa borghesia, ha sottolineato poi quanto l’educazione possa essere un fattore di bilanciamento fra le persone provenienti da diverse estrazioni sociali. Durante l’intervento ha affermato che, nonostante la differente provenienza, sia che si tratti di famiglie ricche o povere, paesi ricchi o poveri, l’istruzione e la conoscenza possono risultare essere gli elementi chiave per rendere possibile un percorso personale e professionale di qualità.

La Storia di Tim Cook, come l’ha raccontata a Firenze

Riferendosi alla sua esperienza da ragazzino, Tim Cook ha anche citato come nella sua infanzia era solito vedere suo padre alle prese con un lavoro duro, portato avanti per nutrire la famiglia, ma senza poter disporre del privilegio di amare realmente il proprio mestiere e come questa quotidiana percezione del lavoro e della vita familiare gli abbia fatto sorgere l’ambizione di poter raggiungere, grazie al duro lavoro, la posizione in cui poter amare profondamente ciò che si fa.

Tim Cook a Firenze mette in guardia dalle fake news

Il CEO di Apple ha rimarcato quanto l’educazione al pensiero critico sia importante anche per favorire una reale comprensione delle informazioni, della tolleranza e del dialogo costruttivo, in particolare in un’attuale scenario marcato dalla sovrabbondanza di input informativi, la frammentarietà delle notizie, la crescente presenza di fake news a fini manipolatori, il bullismo online e la polarizzazione della società verso posizioni di contrasto totale.

Il principale effetto negativo che le fake news generano, ha sostenuto Cook, è l’aumentare lo scontro fra gruppi sulla base di interpretazioni estreme basate su notizie fasulle. È un bene avere punti di vista differenti e discuterne per risolvere qualcosa, ma quando le persone iniziano ad odiare in massa e gruppi si oppongono sulla base di preconcetti e false informazioni, nulla di buona accade; condividendo l’approccio dell’Osservatorio, Cook sottolinea come sia necessario utilizzare diverse fonti d’informazioni, verificarne la veridicità, essere anche scettici e sviluppare il pensiero critico e la capacità di discernere una fake news dalle notizie reali e saperne vagliare l’indirizzo.

Tim Cook sul problema del cyber-bullismo

Approfondendo poi il tema del cyber-bullismo, Tim Cook, per esemplificare l’effetto del silenzio in merito a questo tema e della necessità, oltre all’attività delle forze dell’ordine, di essere in prima persona attivi nel supportare in maniera giusta le vittime e agire in favore della tolleranza e del dialogo, ha citato i versi poetici del pastore luterano tedesco Martin Niemölle: “quando presero i socialdemocratici, io non dissi nulla, perché non ero socialista, quando presero i sindacalisti, non dissi nulla, perché non ero un sindacalista, poi presero gli ebrei e io non dissi nulla perché non ero ebreo, poi vennero a prendere me e non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa”.
Siamo tutti siamo parte del mondo, ha proseguito Tim Cook, e una buona parte di come il mondo comunica adesso è internet ed è importante parlare ed esprimersi in difesa della giustizia e in favore della tolleranza, essendo ancora circondati da bigottismo e violenza.

Tim Cook a Firenze : l’abbraccio della folla

Tim Cook a Firenze : il futuro che ci aspetta

Volgendo poi l’attenzione al tema della tecnologia e dei probabili sviluppi futuri, non solo per Apple, ma in generale per i dispositivi e l’apporto al dialogo, alla conoscenza, ma anche alla vita di ogni giorno, Cook ha sostenuto di essere particolarmente speranzoso e interessato nell’AR, poiché la realtà aumentata, a differenza dell’effetto potenzialmente isolante della realtà virtuale, potrà essere un ottimo strumento per “materializzare” davanti agli occhi l’oggetto di, per esempio, una discussione in ambito storico, oppure essere d’ausilio in campo medico, come educativo e lavorativo. Il CEO di Apple ha anche sottolineato come l’app store ideato dalla sua azienda sia stato dirompente per moltissimi aspetti e che l’ecosistema dell’Augmented Reality sarà equivalentemente importante.

Tim Cook a Firenze : un selfie con i ragazzi presenti in sala

Lavorare duro e avere capacità critica: i segreti del successo

Oltre ad aver raccontato di come sia stato per lui un’ottima rara occasione poter lavorare con Steve Jobs, la sua genialità e il suo volgere sempre verso la qualità, ha insistito con i ragazzi presenti sull’avere fede nel fatto che, grazie al duro lavoro, insieme all’avere delle opinioni ben argomentate e una buona capacità critica, sia possibile raggiungere i traguardi personali, professionali e sociali verso cui è giusto aspirare.


Tim Cook a Firenze : tutto quello che ha detto l’AD di Apple - Ultima modifica: 2017-10-16T16:44:49+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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