WhatsApp business app, sarà gratis per le Pmi

WhatsApp Business app , annunciato il lancio di una nuova app per le aziende. WhatsApp si sta preparando inoltre a monetizzare gli sforzi riposti nella propria app, attraverso un modello che prevede il pagamento del servizio da parte delle aziende di dimensioni consistenti che potranno utilizzare gli strumenti forniti al fine di mantenersi efficacemente in contatto con i propri clienti. La WhatsApp business app sarà inoltre gratuita per le piccole e media imprese, anche se non sono state ancora pubblicamente descritte le specifiche funzionalità di questa nuova app. La soluzione enterprise permetterà alle grandi aziende di fornire notifiche utili, come orari degli aerei, conferme di consegna e vari ulteriori aggiornamenti.

Whatsapp Business a pagamento per le grandi imprese

“Intendiamo far pagare le aziende nel futuro” ha affermato Matt Idema, COO di WhatsApp, parlando col Wall Street Journal, anche se “non abbiamo ancora i dettagli del modello di monetizzazione.”

È possibile che la WhatsApp Business app sarà a pagamento per grandi aziende come compagnie aeree, siti e-commerce, banche, etc… in cambio, forse, della possibilità di poter gestire gli account tramite diversi rappresentanti, oppure di poter inviare una grande quantità di messaggi. È anche possibile che WhatsApp possa voler addebitare un costo per l’utilizzo di bot basati su Intelligenza Artificiale o per permettere transazioni.

I business account verificati

WhatsApp ha anche ufficialmente lanciato il programma pilota per verificare gli account business, mostrando un badge verde, di modo da distinguerli sia da quelli privati che da quelli fake.
WhatsApp ha iniziato a testare il sistema degli account business verificati la scorsa settimana. Le conversazioni con gli account business sono criptate e possono essere bloccate. Un aspetto interessante risiede nel fatto che se il numero dell’impresa, qualsiasi essa sia, no è già presente nella rubrica personale, il nome dell’account business comparirà con il nome scelto dall’impresa, invece che con il numero telefonico e questo potrebbe tecnicamente permettere agli account business ti contattare utenti con cui non hanno ancora collegamenti, forse a fronte di un fee.
Alternativamente le aziende su WhatsApp dovrebbero essere precedentemente contattate da un utente, prima di poter avviare una conversazione con messaggi organici o sponsorizzati ed è proprio questo il meccanismo attualmente in funzione su Facebook Messenger, cosa che ha spinto le aziende ad acquistare ads del tipo “clicca e invia un messaggio” sul feed notizie di Facebook, al fine di avviare conversazioni con utenti a cui successivamente poter inviare messaggi promozionali.

Un nuovo modello di monetizzazione per Whatsapp Business

Quando Facebook ha acquisito WhatsApp per $19 miliardi nel 2014, le due società hanno comunicato che non avrebbero inserito inserzioni a pagamento in WhatsApp per evitare di peggiorarne la user experience; al contempo, però, hanno anche eliminato l’abbonamento annuale del costo di $1, lasciando quindi poche opzioni sul fronte della monetizzazione, oltre a quella di far pagare le aziende. L’introduzione di messaggi sponsorizzati in Facebook Messeger potrebbe anche essere un indizio di un approccio più morbido in relazione alle inserzioni in WhatsApp.

Con più di 1,3 miliardi di utenti attivi mensili e un miliardo al giorno, WhatsApp ha raggiunta l’enorme dimensione necessaria per poter ricavare cifre ingenti anche da un modello che includa del “light advertising.”

Dopo essere stata una delle più grandi acquisizioni di start-up in ambito tech, WhatsApp ha triplicato la sua dimensione, sotto un modello di gestione passiva da parte di Facebook, e adesso è arrivato il momento di lanciare un funzionale modello di monetizzazione che permetta di sostenere a pieno i costi di mantenimento.

Whatsapp business app gratis per le pmi


WhatsApp business app, sarà gratis per le Pmi - Ultima modifica: 2017-09-07T08:00:07+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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