MIT: L’interfaccia 3D ad oggetti fluttuanti

Il MIT supera i film di fantascienza, con un’interfaccia in 3D interattiva in cui si possono manipolare gli oggetti fluttuanti con le mani oppure muoverli attraverso il software.
In pratica si tratta di un sistema a levitazione magnetica che crea una zona in cui la gravità è assente, gli oggetti fluttuano nell’aria e si possono spostare, ricollocare e il software traccia ogni movimento, ogni posizione. Attraverso un campo magnetico perfettamente regolato l’utente può collocare nello spazio oggetti metallici, come un pallina che può esser facilmente riposizionata o mossa dal computer lungo un percorso predeterminato. A questi oggetti fluttuanti si possono assegnare varie funzioni, possono essere delle lucei o delle videocamere virtuali per riprendere una scena virtuale in 3D.
L’impatto di ZeroN (questo il nome dell’interfaccia 3D creata da Jinha Lee, con Rehmi Post) è incredibile, la tecnologia diventa magia anzi mitologia, come dice l’inventore del MIT: “Liberare la materia dalla gravità c’è un sogno che affonda le sue radici nella mitologia, nei sogni degli alchimisti”. È un salto nel futuro, un’area in cui gli oggetti si liberano della restrizione imposte dalla gravità e possono anche essere controllati da un computer.
ZeroN può registrare ogni movimento e ripeterlo all’infinito, aprendo nuove opportunità in molti campi: nel design, nella modellazione 3D, nella realizzazione di prototipi, ma anche nella rieducazione fisica.


MIT: L’interfaccia 3D ad oggetti fluttuanti - Ultima modifica: 2012-05-18T19:21:45+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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