A partire dal mese di novembre Uber, l’ormai nota società che offre servizio di trasporto automobilistico privato attraverso un’applicazione mobile, inizierà a testare le sue auto a guida autonoma a Dallas, in Texas.
All’inizio i veicoli saranno gestiti da conducenti umani nel centro di Dallas, raccogliendo dati cartografici e acquisendo scenari di guida che gli ingegneri di Uber riprodurranno poi con delle simulazioni.
Per il momento Uber non ha nessuna intenzione di testare le sue auto a guida autonoma o addirittura eseguire test di guida autonoma a Dallas senza il totale ausilio umano. Uber vuole riavvicinarsi ai suoi test di guida autonoma con molta cautela dopo il terribile incidente in Arizona che costò la vita a Elaine Herzberg, 49 anni, colpita mortalmente dalla Volvo XC90 di Uber mentre attraversava la strada con la bicicletta a mano e per cui fu accertato che nel momento dell’incidente fu travolta dal veicolo controllato completamente dal computer sebbene a bordo c’era presenza umana.
Per quell’episodio venne pubblicato un rapporto della NTSB (National Traffic Safety Board), l’autorità federale americana responsabile delle indagini sugli incidenti connessi alla circolazione stradale. Si evinceva quanto, sebbene la Volvo XC90 di Uber fosse provvista di tutti i sistemi di assistenza alla guida, frenata automatica compresa, il veicolo se sotto il controllo del computer annullava le manovre di frenata d’emergenza automatica disabilitandole per evitare comportamenti potenzialmente erratici del veicolo. All’operatore al posto di guida il compito d’intervenire manualmente. Conclusioni che lasciarono interdetti e che portarono Uber a chiudere i suoi programmi di test.
I test sono ripresi ufficialmente nove mesi dopo quel mortale incidente, con i SUV Volvo della società operarono in un circuito chiuso nel centro di Pittsburgh, dove ha sede la Advanced Technologies Group di Uber. La società ha peraltro recentemente presentato il suo veicolo di terza generazione con il quale si prevede di iniziare test nel 2020.
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