Computer più potente al mondo: il giapponese Fugaku si prende il trono

Il giapponese Fugaku è il nuovo computer più potente al mondo. Il trono cambia ancora. Era infatti il supercomputer Summit degli Stati Uniti, il più veloce del globo negli ultimi due anni. Nel corso degli stress test, Fugaku ha fatto segnare 416 petaflop di potenza di calcolo, limite raggiunto tramite un benchmark High Performance Linpack (HPL). La classifica mondiale TOP500 è stata quindi aggiornata grazie alle capacità dei giapponesi del Centro di Scienze Computazionali Riken (R-CCS) di Kobe, in collaborazione con Fujitsu. Il computer più potente al mondo che arriva dal Giappone ha una peculiarità interessante. E’ basato su processori con architettura ARM, la stessa scelta da Apple per i suoi computer del prossimo futuro.

Perché Fugaku è il computer più potente al mondo

Questo nuovo supercomputer giapponese può eseguire una semplice operazione matematica 415 quadrilioni di volte al secondo. Per eseguire lo stesso numero di calcoli utilizzando degli esseri umani, ci sarebbe bisogno di ogni singola persona sulla Terra, compresi i neonati, che completino un calcolo ogni secondo per 20 mesi di seguito senza alcuna interruzione, neanche per dormire o per andare in bagno.

Non è la prima volta che il Giappone può vantare un proprio supercomputer al primo posto tra quelli più potenti al mondo. Già nel 2011, infatti, il supercomputer K aveva conquistato il trono più ambito.

I processori impiegati dal nuovo supercomputer sono realizzati da Fujitsu e sono un vero e proprio concentrato di tecnologia. Si tratta di una soluzione di tipo SoC (System-on-a-Chip), che integra cioè in un unico blocco non soltanto le unità di calcolo che costituiscono il processore vero e proprio ma anche un certo quantitativo di memoria (32 GB precisamente) con cui scambiare i dati ad altissima velocità (560 Gbps in questo caso).

Per realizzare un Fugaku è stato necessario uno sforzo economico e progettuale enorme. Ben 6 anni di lavoro, investendo oltre un miliardo di dollari. La buona notizia è che il nuovo super computer è già operativo ed è impiegato anche per la ricerca sul COVID-19, come del resto sta accadendo a diversi impianti simili in molte parti del mondo.

Questo supercomputer, secondo i ricercatori, si rivelerà particolarmente utile per l’applicazione delle tecniche di apprendimento automatico e in generale per l’intelligenza artificiale.


Computer più potente al mondo: il giapponese Fugaku si prende il trono - Ultima modifica: 2020-06-26T11:00:48+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

Recent Posts

Come cambiano le abitudini di studio grazie all’evoluzione degli strumenti digitali verticali

Scopri come Docsity AI e gli strumenti digitali verticali stanno trasformando lo studio universitario, dagli…

4 giorni ago

Chris Bangle e i due millimetri che l’AI non sa spostare

Chris Bangle racconta la BMW Serie 7 che divise il pubblico, il confine tra design…

6 giorni ago

AI Act, cosa è scattato davvero dal 2 agosto (e cosa è slittato al 2027)

Il 2 agosto 2026 doveva essere il giorno più duro dell'AI Act, quello degli obblighi…

1 settimana ago

Claude ha hackerato tre aziende durante i test di sicurezza Anthropic: due non se n’erano accorte

Tre modelli Claude hanno violato aziende reali durante i test di cybersecurity di Anthropic, sfruttando…

1 settimana ago

Gigafactory AI, l’Europa apre il bando da 30 miliardi

Il 30 luglio l'impresa comune EuroHPC ha lanciato la gara per selezionare i consorzi che…

1 settimana ago

Divieto social under 16 in Australia: otto su dieci li usano ancora

Il divieto social under 16 australiano riduce gli account degli under 16, ma l’81,5% usa…

1 settimana ago

Digitalic © MMedia Srl

Via Italia 50, 20900 Monza (MB) - C.F. e Partita IVA: 03339380135

Reg. Trib. Milano n. 409 del 21/7/2011 - ROC n. 21424 del 3/8/2011