Per anni il mercato della sicurezza degli endpoint è rimasto intrappolato in un modello poco sostenibile. Da una parte soluzioni di base come antivirus ed EPP, accessibili ma sempre meno efficaci contro minacce evolute. Dall’altra piattaforme EDR avanzate, potenti ma spesso troppo complesse e costose, pensate per organizzazioni con team SOC strutturati.
Nel mezzo, la realtà quotidiana di PMI e Managed Service Provider (MSP): ambienti distribuiti, superfici d’attacco in crescita e risorse limitate. Il risultato? Strumenti frammentati, gestione onerosa degli alert, necessità di integrare più tecnologie e, spesso, margini erosi dall’aumento dei costi operativi. Oggi questo scenario non è più sostenibile.
Indice dei contenuti
Il panorama delle minacce è cambiato radicalmente. Gli attaccanti utilizzano tecniche sempre più sofisticate: malware fileless, strumenti legittimi sfruttati per fini malevoli, movimento laterale automatizzato e modelli ransomware-as-a-service. Tutti approcci progettati per aggirare le difese tradizionali basate sulla sola prevenzione.
In questo contesto, l’Endpoint Detection and Response (EDR) è diventato un elemento imprescindibile. Ma non basta “avere” un EDR: serve un EDR moderno, capace di coniugare efficacia, semplicità e sostenibilità operativa. È proprio qui che si inserisce il nuovo portfolio Endpoint Security di WatchGuard.
WatchGuard supera il tradizionale compromesso tra protezione e complessità introducendo un approccio completamente nuovo: una suite di soluzioni EDR basate su intelligenza artificiale, progettate per essere realmente utilizzabili anche da team snelli.
Il cambiamento è sostanziale. Non si tratta solo di migliorare il rilevamento, ma di trasformare il modo in cui le informazioni vengono presentate e gestite. Le nuove funzionalità includono rilevamento comportamentale contestualizzato, che riduce drasticamente i falsi positivi; correlazione automatica degli eventi, che trasforma alert isolati in incidenti chiari e prioritari; timeline visive che permettono di comprendere immediatamente la dinamica di un attacco; risposta e contenimento automatizzati, per intervenire rapidamente anche senza intervento umano. Il risultato è un passaggio concreto da “troppi alert” a “informazioni realmente utili”.
Per gli MSP, il vero valore non è solo nella protezione, ma nella capacità di scalare il servizio in modo efficiente. Ogni alert gestito manualmente, ogni indagine complessa e ogni falso positivo hanno un impatto diretto su costi e marginalità.
Il nuovo portfolio WatchGuard affronta direttamente questo problema. Grazie all’automazione e alla correlazione intelligente, i partner possono standardizzare i processi di risposta tra clienti diversi, ridurre i tempi di analisi e intervento, gestire più endpoint senza aumentare il personale e offrire servizi di sicurezza avanzata anche alle PMI. In altre parole, possono migliorare contemporaneamente sicurezza e redditività.
Uno degli elementi distintivi del nuovo portfolio è la sua flessibilità. Le aziende possono partire con il livello di protezione più adatto alle proprie esigenze e crescere nel tempo, attivando funzionalità più avanzate senza cambiare piattaforma. Questo approccio elimina le barriere tipiche dei modelli tradizionali e consente ai partner di costruire relazioni più solide e durature con i clienti, accompagnandoli in un percorso evolutivo continuo.
Per troppo tempo il mercato ha costretto le aziende a scegliere tra semplicità ed efficacia. Ma nel contesto attuale, questa non è più un’opzione.
La sicurezza degli endpoint deve essere proattiva, per intercettare le minacce prima che causino danni, intelligente, per ridurre il rumore e aumentare la visibilità, scalabile, per adattarsi a organizzazioni di ogni dimensione.
Il nuovo portfolio Endpoint Security di WatchGuard rappresenta esattamente questa evoluzione: una piattaforma che combina prevenzione, rilevamento e risposta avanzata in un modello semplice, automatizzato e sostenibile.
Il risultato è chiaro: più protezione, meno complessità e nuove opportunità di crescita per tutto l’ecosistema.
Digitalic per
ReeVo ha costruito in due anni una presenza cloud europea nativa, con sei acquisizioni in…
Jakub Pachocki, chief scientist OpenAI e architetto di GPT-4 e o1, vuole un AI research…
Federal Reserve e Department of the Treasury hanno convocato i CEO delle grandi banche per…
Uno studio pubblicato su Science ha misurato per la prima volta il danno concreto dei…
Sistemi embedded e MCU: scopri come l’infrastruttura invisibile abilita IoT, automazione e innovazione digitale, migliorando…
Quaranta partner, due giorni sull'isola delle Rose, una campionessa olimpica e un filo rosso che…
Via Italia 50, 20900 Monza (MB) - C.F. e Partita IVA: 03339380135
Reg. Trib. Milano n. 409 del 21/7/2011 - ROC n. 21424 del 3/8/2011