I dati NASA grezzi provenienti dai suoi satelliti sono disponibili già da un po’ ormai, ma adesso, con un nuovo responsabile orientato al mondo privato – Jim Bridenstine – l’agenzia spaziale sta cercando di rendere tali dati più appetibili e soprattutto utilizzabili per il mondo business. Una base di Big Data preziosa per ogni tipo di attività, che ora diventa più fruibile.
L’amministrazione ha rilasciato un Remote Sensing Toolkit che rende più facile l’uso delle informazioni satellitari a scopi commerciali, compresi gli usi aziendali, incluse la conservazione e la ricerca. La scelta volge a razionalizzare i dati Nasa che prima erano sparsi su dozzine di siti web e aiuta a rendere il database ricercabile in maniera unificata al fine di aumentarne l’utilità effettiva: ad esempio non sarà più necessario recarsi su un sito per gli studi atmosferici e su un altro per i dati relativi alle foreste.
Il nuovo kit software include sia alcuni strumenti pronti all’uso per dare un senso razionale al contenuto dei dati satellitari, che del codice che le aziende possono utilizzare per creare i propri strumenti.
È facile capire anche come mai molti abbiano paura che il valore dei dati NASA precedentemente finalizzati esclusivamente a usi puramente scientifici possa essere sminuito.
L’approccio precedente potrebbe aver offerto enormi quantità di contenuti (petabyte, in base alla NASA), ma non c’era un unico repository in cui si potesse trovare tutto ciò di cui si aveva bisogno. Il nuovo approccio potrebbe incoraggiare un maggiore uso di tali dati a tutti gli effetti, non solo in favore di aziende che sperano di ottenerne un profitto, ma anche su più tradizionali fronti legati alla ricerca.
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