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Fujitsu migliora l’in-memory computing con Primequest e Primergy

Il mercato dei data center sta vivendo tempi rivoluzionari. La nuova generazione di server deve assistere le aziende nella trasformazione di enormi quantità di dati in situazioni critiche per accogliere i vantaggi provenienti dall’esplosione di dati, consentendo al contempo la continuità dell’attività aziendale. Per rispondere alle esigenze delle moderne società finanziarie, di telecomunicazioni e alla necessità di elaborare un numero di dati sempre maggiore, Fujitsu ha presentato la serie di server Primequest 2000 di seconda generazione, una serie di server che offre prestazioni x86 nelle funzioni di in-memory computing, applicazioni ad uso intensivo e l’espandibilità della memoria. Le sue funzionalità mission critical contribuiscono ad assicurare la continuità dell’attività aziendale, con livelli di uptime equivalenti a quelli dei sistemi UNIX/mainframe – ma con i vantaggi di costo di un’architettura x86.

Fujitsu ha lanciato inoltre la piattaforma di riferimento per i servizi di back-end aziendali più impegnativi – offrendo livelli di prestazioni superiori, capacità di memoria e affidabilità – con l’introduzione dei nuovi Fujitsu server Primergy RX4770 M2 di livello enterprise, progettati per i carichi di lavoro aziendali più impegnativi grazie alla capacità di memoria extra-large fino a 12TB.
Direttamente dal lancio dei nuovi prodotti della famiglia di processori Intel Xeon E7 v3, tutti e tre i modelli della nuova serie Primequest 2000 e il Primergy RX4770 M2 sono certificati da SAP per l’esecuzione SAP HANA in configurazioni a single node. Questa prima certificazione è stata ottenuta da Fujitsu grazie a oltre 40 anni di esperienza nelle soluzioni SAP e sottolinea il desiderio di Fujitsu di permettere ai clienti di raggiungere i propri obiettivi aziendali.

C.C.


Fujitsu migliora l’in-memory computing con Primequest e Primergy - Ultima modifica: 2015-05-13T10:19:42+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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