In soli 43 grammi ospitava funzioni all’avanguardia. Nel 2000 anni fa passò inosservato, ma leggendo oggi le specifiche e le funzionalità offerte ci si accorge che WatchPad era un prodigio che anticipava i tempi
Ha ben 24 anni il primo smartwatch, anche se chiamarlo così è riduttivo. Era infatti qualcosa di più il WatchPad, un computer da polso dotato del sistema operativo Linux e realizzato da IBM con Citizen. L’idea era già tutta lì: nella descrizione del prodotto, che risale al 2000, si legge che è possibile usarlo non solo come dispositivo a sé stante, ma anche come interfaccia per interagire con altri strumenti come pc e telefoni cellulari.
Era dotato di bluetooth e addirittura di un sensore per il riconoscimento delle impronte digitali, nonché di uno di quegli accelerometri che, a distanza di molti anni, avrebbe equipaggiato gli smartphone. La Ram era di 8 MB e il processore, a 32 bit, viaggiava a 74 Mhz.
Il WatchPad poteva essere usato come accesso sicuro al pc (tramite impronte digitali), telecomando per le presentazioni Powerpoint, dispositivo per la dettatura, strumento per i pagamenti elettronici, per controllare la posta elettronica senza usare il pc e per fare chek-in automatico negli hotel. Insomma, molte delle funzioni oggi presenti nei telefonini e altre ancora all’avanguardia.
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