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Tokenance: quando la complessità normativa diventa un vantaggio competitivo

Per spiegare Tokenance bisogna rifarsi a un principio che i migliori designer, ingegneri e visionari hanno sempre affermato, da Steve Jobs in giù : il vero genio non sta nel creare complessità, ma nell’estrarre semplicità dalla complessità. È una facile da enunciare, ma difficile da applicare, soprattutto quando si opera all’intersezione tra tecnologia di frontiera, regolamentazione europea e necessità concrete delle imprese.

Fulvio Magni, Chair dell’Advisory Board di Tokenance, ne è convinto:

«La vera innovazione non sta nel rendere le cose più complicate, ma nel rendere ciò che è complicato straordinariamente semplice per i nostri clienti».

Questa frase è il manifesto operativo di un’azienda che ha scelto di misurarsi con una delle sfide più complesse del decennio: trasformare il Digital Product Passport da adempimento burocratico a leva competitiva. Per farlo, ha costruito qualcosa di raro: una tecnologia potente che scompare nell’esperienza di chi la usa.

Il problema: un’Europa che chiede trasparenza radicale

Dal 2024, con l’entrata in vigore del Regolamento UE 2024/1781, noto come Ecodesign for Sustainable Products Regulation ESPR, l’Unione Europea ha posto le basi per una rivoluzione silenziosa ma pervasiva nel modo in cui i prodotti vengono concepiti, venduti e gestiti lungo tutto il loro ciclo di vita.

Il Digital Product Passport DPP è il fulcro di questa trasformazione. Si tratta, nella sua essenza, di una carta d’identità digitale per ogni prodotto immesso sul mercato europeo, un contenitore strutturato di informazioni che deve riflettere origine, composizione, impronta ambientale, tracciabilità della filiera, modalità di riparazione e smaltimento. Dal 2027, i settori tessile, calzaturiero, batterie e legno saranno i primi obbligati a conformarsi. La progressione normativa è inesorabile: entro pochi anni, il DPP riguarderà praticamente ogni categoria merceologica.

Per molte aziende, specialmente le PMI, spina dorsale del manifatturiero italiano ed europeo, questo rischia di essere percepito come un peso insostenibile. Un’ulteriore burocrazia in un sistema già gravato da compliance, certificazioni, audit e reportistica.

È precisamente qui che Tokenance cambia la prospettiva. La sua visione fondativa è netta: trasformare il requisito regolatorio europeo ESPR in un’opportunità strategica di eccellenza. Non mettere a posto la compliance. Trasformare un obbligo in un asset.

Chi è Tokenance

Fondata nel 2019, Tokenance è una tech company svizzero italiana che si definisce con precisione chirurgica: il ponte tra prodotti fisici di alta gamma e il futuro digitale. Opera secondo una convinzione fondamentale, «La trasparenza è la nuova valuta del business», e ha tradotto questa convinzione in un manifesto operativo articolato in quattro principi.

Innovazione senza complessità. La tecnologia non è un ostacolo da superare, ma un alleato che semplifica. Tokenance è progettato per essere implementato senza nuove assunzioni, senza ristrutturazioni di team. È uno standard chiavi in mano che rispetta tempo e profitti del cliente.

Il prodotto come narrativa: ogni oggetto può diventare un punto di contatto digitale, capace di parlare al consumatore attraverso un assistente AI personalizzato che condivide storia, origine e impatto in linguaggio naturale.

Fiducia certificata. Attraverso la blockchain pubblica e decentralizzata, ogni dato nella filiera è sicuro, trasparente e anti manipolazione. Non una promessa: una prova matematicamente immutabile.

Empowerment strategico. Oltre la conformità, ogni prodotto diventa un canale diretto per raccogliere insight in tempo reale, costruire dataset proprietari e tessere un legame duraturo con il cliente.

La tecnologia: DPP+AI e il Gold Standard della fiducia immutabile

Il cuore di Tokenance è la piattaforma DPP+AI, una soluzione SaaS che fonde blockchain e intelligenza artificiale per trasformare l’oggetto fisico in un gemello digitale e in un punto di contatto parlante.

Il meccanismo è elegante nella sua semplicità d’uso. Un’azienda crea il passaporto digitale del proprio prodotto, materiali, origine, certificazioni, istruzioni di riparazione, informazioni di fine vita e circolarità. Il DPP viene reso accessibile via QR o NFC e ancorato su blockchain, che ne garantisce l’immutabilità. Il consumatore, scansionando il prodotto, non consulta solo dati: interagisce con un agente AI che risponde a domande in linguaggio naturale: «È riparabile?», «Da dove arriva questo componente?», «Come lo riciclo?», «Con quali piatti abbino questo vino?».

Tokenance individua tre livelli di integrità dei dati nel mercato. La maggior parte dei concorrenti opera sul primo livello: dati archiviati su server privati, facilmente modificabili. È conformità senza prova. Alcuni utilizzano blockchain private, più sicure ma con un gap di fiducia irrisolto: il brand possiede ancora le chiavi. Tokenance opera sul terzo e più alto livello: blockchain pubblica e decentralizzata, su cui una volta registrati i dati di un prodotto diventa matematicamente impossibile cambiarli, nasconderli o falsificarli. Non si chiede fiducia: si forniscono prove.

Tokenance: tre piattaforme, un ecosistema di valore

Fulvio Magni, Chair dell’Advisory Board di Tokenance

Tokenance non è un prodotto singolo, ma  un ecosistema modulare di tre piattaforme SaaS che possono essere adottate progressivamente.

La prima piattaforma è il DPP+AI nel suo senso più proprio, il passaporto digitale che trasforma i requisiti regolatori in un certificato digitale di nascita per ogni prodotto. Per il brand, converte un mandato legale in uno strumento di differenziazione e protezione della proprietà intellettuale. Per il cliente, elimina l’incertezza e trasforma un semplice acquisto in un atto consapevole di fiducia.

La seconda piattaforma è l’audit potenziato, uno strumento per la prontezza all’ispezione in tempo reale. In settori come Food o Pharma, Tokenance permette di identificare, tracciare e comunicare con il lotto specifico in minuti, non giorni. Le prove sono già live: nessun intervento manuale, nessuna ricerca disperata di PDF perduti, zero nuove assunzioni necessarie.

La terza piattaforma è il sondaggio intelligente: ogni prodotto diventa un sensore interattivo, capace di catturare dati dei consumatori direttamente lungo tutta la supply chain, dal vigneto al bicchiere. Per il brand, significa costruire dataset proprietari e creare barriere competitive basate sulla comprensione profonda del comportamento d’uso.

Fulvio Magni sintetizza così l’approccio:

«Abbiamo bisogno di un approccio privo di complessità che renda la tecnologia accessibile e utile. Non si tratta di inseguire l’ultima moda tecnologica, ma di partire dai bisogni reali di brand e PMI per trasformare la complessità in semplicità. Le imprese del futuro dovranno trasformare la compliance in un vantaggio competitivo».

Il salto nel MedTech: 1Survey+

Uno degli sviluppi più significativi nella storia recente di Tokenance è l’ingresso nel settore MedTech, formalizzato con il lancio di 1Survey+, sviluppato in partnership con 1MED SA.

Magni ha commentato così il traguardo:

«Oggi segna una tappa fondamentale per la nostra azienda. 1MED SA ha lanciato ufficialmente 1Survey+, powered by Tokenance, segnando il nostro ingresso ufficiale nel settore MedTech. Questo lancio rappresenta molto più di un nuovo prodotto, è l’inizio di una partnership strategica che porta soluzioni RegTech innovative nel settore dei dispositivi medici, aiutando le aziende a orientarsi tra requisiti normativi complessi migliorando al contempo efficienza e conformità».

Il settore dei dispositivi medici è forse quello in cui la complessità normativa raggiunge i suoi picchi più alti: MDR europeo, requisiti PMCF, documentazione tecnica, sorveglianza post commercializzazione. Portare le soluzioni RegTech di Tokenance in questo contesto significa offrire alle aziende MedTech strumenti che stanno rivoluzionando il manifatturiero, adattati alle specificità di un settore ad altissima regolamentazione e ad altissima posta in gioco.

Una nuova ontologia commerciale: quando l’informazione diventa il prodotto

Il 30 dicembre 2025, Fulvio Magni ha pubblicato su Zenodo un paper scientifico dal titolo Digital Product Passports and Quantum Information Theory: A New Ontology of Commercial Reality. In venti giorni, il documento ha superato i 130 download.

«Ho pubblicato un paper su un nuovo concetto di ontologia commerciale, che immagina un futuro in cui il Digital Product Passport trascende la materia e costituisce il vero valore di un oggetto, diventando esso stesso la sua essenza».

Il cuore concettuale del paper è audace. Magni propone di leggere il DPP attraverso la lente della teoria quantistica dell’informazione, in particolare il principio it from bit del fisico John Archibald Wheeler. Wheeler sosteneva che l’informazione è il substrato primario della realtà: ogni entità fisica deriva la sua esistenza da risposte a domande binarie. Magni applica questo framework al mondo commerciale: attraverso la tecnologia blockchain, il DPP crea un substrato informazionale che non solo rappresenta il prodotto fisico, ma può trascenderlo e, in certi contesti, sostituirlo come sede del valore.

Il paper cita due implementazioni concrete: il progetto Qubit3D del 2015, una stampante 3D il cui gemello digitale blockchain ne certificava identità e provenienza, e l’esperimento Crypto Gigio del 2022, una delle prime esplorazioni pratiche dell’autenticazione di prodotto su blockchain in Italia. Non filosofia astratta, ma la mappa concettuale che guida le scelte tecnologiche di Tokenance.

Il futuro di Tokenance: semplice per definizione

C’è un paradosso al cuore di Tokenance: l’azienda opera con tecnologie tra le più sofisticate disponibili oggi, blockchain distribuita, agenti AI con elaborazione del linguaggio naturale, crittografia avanzata, standard europei in continua evoluzione, e il suo obiettivo dichiarato è rendere tutto questo invisibile agli occhi di chi la usa.

Non è un paradosso irrisolvibile,  è la definizione di buon design: la piattaforma è modulare, drag and drop, costruita per essere adottata concretamente, senza nuove assunzioni, senza ristrutturazioni, senza che il cliente debba diventare un esperto di blockchain o di regolamentazione europea.


Tokenance: quando la complessità normativa diventa un vantaggio competitivo - Ultima modifica: 2026-02-23T13:23:45+00:00 da Francesco

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