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Frank Gramuglia: come la vita d’ufficio è diventata di moda sui social

Negli ultimi mesi, la vita d’ufficio ha guadagnato una nuova popolarità sui social media, diventando un argomento di tendenza e una fonte di umorismo per molte persone. Sono soprattutto i comici a popolare il trend che narra delle difficoltà legate ai lavori tradizionali e alla condivisione degli spazi con i colleghi. Un esempio notevole di questo fenomeno è Frank Gramuglia, creator italiano che ha conquistato un ampio pubblico prendendo in giro le abitudini e le situazioni tipiche dell’ufficio sui social.

La disillusione dei giovani lavoratori

I giovani e gli appartenenti alla Generazione Z hanno dato il via allo sfogo contro gli uffici sul web. Dopo aver provato il mondo del lavoro e aver trascorso alcuni anni in un impiego, la Generazione Z è già stufa del tradizionale orario di lavoro. Secondo una ricerca recente di Credit Karma, il 43% dei Gen Z non ha alcun interesse a intraprendere il classico percorso di carriera. Sfortunatamente per i datori di lavoro non c’è una sola ragione dietro il malcontento; tuttavia, i giovani lavoratori sono insoddisfatti in particolare dei loro stipendi. Dopo aver lavorato a distanza durante la pandemia, non sorprende che oltre il 65% dei 2.063 Gen Z intervistati si sia detto infelice del fatto che lo stesso stipendio deve ora coprire pasti, spostamenti e abiti appropriati. Inoltre, le donne della Gen Z sono il 13% più propense degli uomini a lamentarsi del fatto che i loro stipendi non tengono il passo con il costo della vita. Di conseguenza, i giovani si sfogano sui social per raccontare il loro difficile ingresso nel mondo lavorativo.

Da corporate a influencer

Questo sentimento negativo risuona con molti dei giovani adulti intervistati nella ricerca. Più del 40% osserva coloro che guadagnano fuori dal tradizionale orario dalle nove alle cinque e desidera fare lo stesso. Ispirati dai post sui social media su persone che abbandonano i loro lavori, un quarto ha già rinunciato alla carriera aziendale. Così nasce la tendenza sempre più popolare sui social media di prendere in giro le riunioni e i lavori aziendali. Creatori di contenuti su piattaforme come TikTok e Instagram pubblicano video umoristici che mettono in evidenza l’assurdità e la monotonia delle riunioni infinite, la burocrazia aziendale e le dinamiche di ufficio. Utilizzando sketch, parodie e meme, questi influencer riescono a catturare le frustrazioni di molti impiegati, rendendo ridicoli i rituali quotidiani dell’ufficio. Ad esempio, video in cui i dipendenti fingono di partecipare a riunioni su Zoom mentre in realtà fanno altro, o rappresentazioni esagerate di manager che organizzano riunioni inutili, sono diventati virali grazie all’hashtag #corporate o simili. Questi contenuti non solo offrono un momento di leggerezza, ma propongono anche discussioni più serie sull’efficacia e la necessità di molte pratiche aziendali, alimentando il desiderio di un ambiente di lavoro più flessibile e comprensivo.

Il contributo di Frank Gramuglia

In questo contesto di crescente disillusione verso il lavoro tradizionale, il comico italiano Frank Gramuglia ha saputo cogliere l’occasione per creare contenuti che risuonano profondamente con il pubblico. Attraverso i suoi video, Gramuglia prende in giro le abitudini da ufficio, esagerando situazioni comuni come le riunioni interminabili, i colleghi fastidiosi e le piccole frustrazioni quotidiane che tutti conosciamo. Il successo di Gramuglia dimostra come l’umorismo possa essere un potente strumento per esprimere il malcontento e trovare una connessione con un pubblico più ampio. I suoi sketch non solo fanno ridere, ma offrono anche una valvola di sfogo per coloro che si sentono intrappolati in lavori che non amano.

 

I dati di Frank Gramuglia su Tik Tok, Instagram e Youtube

Frank Gramuglia su Youtube: i dati

Frank Gramuglia su TiKTok: i dati

Frank Gramuglia su IG: i dati


Frank Gramuglia: come la vita d’ufficio è diventata di moda sui social - Ultima modifica: 2024-06-21T10:22:46+00:00 da Andrea Indiano

Giornalista con la passione per il cinema e le innovazioni, attento alle tematiche ambientali, ha vissuto per anni a Los Angeles da dove ha collaborato con diverse testate italiane. Ha studiato a Venezia e in Giappone, autore dei libri "Hollywood Noir" e "Settology".

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