Non è stato certo un lunedì come gli altri quello del 14 dicembre 2020 per Google. Un vasto ventaglio di servizi si sono allargati a macchia d’olio su quasi tutte le principali piattaforme legate al colosso di di Mountain View. Il Google down ha reso del tutto inaccessibili Gmail e YouTube. Lezioni interrotte su Classroom, file irraggiungibili su Google Drive e altro ancora. Dalle prime spiegazioni fornite si tratterebbe di uno squilibrio nel traffico degli utenti di servizi come Gmail, Google Maps, Google Meet e Play Store, che si sarebbe riversato su un unico server provocandone il collasso.
La situazione è tornata alla normalità in tempi relativamente brevi (circa 45 minuti), ma il mistero sulle cause del problema è stato risolto solamente in questi minuti con una comunicazione in merito da parte di Google. Per la multinazionale il fenomeno che si è verificato verso mezzogiorno di ieri è stato il risultato di una perdita di CNS quota, troppo traffico concentrato su un unico server, che in un effetto domino ha provocato poi il malfunzionamento di Gmail, Google Maps, Google Meet, Play Store e molto altro. Non è chiaro però, cosa abbia permesso al traffico di milioni di persone – generalmente distribuito equamente sulle infrastrutture informatiche del gruppo – di incanalarsi presso un unico server.
“Oggi alle 3:47 am PT [12:47 ora italiana] Google ha riscontrato una interruzione del sistema di autenticazione per circa 45 minuti, dovuta ad un problema interno con la quota storage. I servizi che necessitano che gli utenti siano loggati hanno riscontrato una elevata percentuale di errore durante quel periodo. Il problema con il sistema di autenticazione è stato risolto alle 4:32 AM PT [13:32 ora italiana]. Tutti i servizi sono ora ripristinati. Ci scusiamo con tutti coloro che sono stati impattati e condurremo un approfondito esame per per garantire che questo problema non possa ripetersi in futuro“.
l problema ha interrotto non soltanto le attività “consumer”, ma anche le operazioni di quanti utilizzano servizi Google a pagamento attraverso G Suite. La spiegazione del Google down, quantomeno, fuga ogni dubbio circa l’origine del guasto: non un attacco informatico, ma semplicemente una disfunzione interna sulla quale ora si andrà ad investigare per fare in modo che in futuro non possano accadere problemi di questa rilevanza.
Di fatto Google l’ha chiusa con un comunicato piuttosto criptico che non spiega in realtà nello specifico il perché di un disservizio in blocco mai verificatosi prima nella lunga storia del gigante del web.
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