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L’ecologia è cool, non credete?

L’ecologia non fa ridere, non è sexy, non riempie le discussioni nei social né quelle dei salotti. Gli ecologisti e gli ambientalisti, solo perché finiscono in “-isti”, vengono immaginati vestisti con un sacco di canapa: un incrocio tra terroristi, esistenzialisti e allarmisti.

Francesco Marino – Twitter @framarin

Forse qualcuno pensa che vaghino per le strade urlando delle trasposizioni moderne del medievale “Ricordati che devi morire”, cose come “Ricordati che l’effetto serra ti ucciderà”, “Ricordati che quello che stai usando è veleno”, “Ricordati che tutta l’energia che stai utilizzando non tornerà più indietro”, “Pentiti subito e butta via quel dispositivo energivoro”. “È che l’ambiente – o forse sarebbe meglio dire l’ambientalismo – è noioso”, scrive Antonella Tagliabue nella sua rubrica di questo mese, che tra i molti meriti ha quello di chiamarsi “Punto G” e di non essere affatto noiosa (noi proviamo tutti i mesi a far capire quanto i temi dell’eco-sostenibilità siano interessanti). Insomma, se l’ecologia non fosse davvero qualcosa di importante nessuno se ne occuperebbe. Eppure l’eco-sostenibilità è fondamentale e anche molto affascinante. Probabilmente il green usa le parole sbagliate, perché i termini “efficienza” e “innovazione”, che invece hanno grande successo, sono le sue due componenti essenziali. Essere efficienti significa essere green, perché ogni ottimizzazione resa possibile da una procedura, da un dispositivo, da un software o da un nuovo materiale si traduce in minor uso di risorse e di tempo. Per fare tutto questo serve l’innovazione, cioè il cambiamento di “ciò che si fa” in “quello che è meglio fare”.
In questo numero di Digitalic abbiamo cercato di far vedere il green e le soluzioni attente all’ecologia in una maniera nuova, sottolineando non solo gli aspetti di efficienza e innovazione, ma anche quelli più affascinanti. L’ecologia è cool e cercare di creare e utilizzare sistemi eco-compatibili in ogni attività è appassionante, anche perché esistono infiniti modi per ottimizzare l’energia che usiamo (per esempio si possono creare nuovi prodotti da materie prime rinnovabili, come le memorie fatte di carta). La tecnologia ha poi sul green una responsabilità speciale. L’informatica è responsabile del 2% delle emissioni di CO2 nel mondo, esattamente come il traffico aereo. Basterebbe davvero poco per migliorare questo dato, ricavandone peraltro vantaggi economici non indifferenti. Il nostro Paese da questo punto di vista non è il fanalino di coda, anzi. Nella classifica che pubblichiamo sull’efficienza energetica ed economica delle nazioni occupiamo un posto di tutto rispetto, perché abbiamo idee da vendere.

L’ecologia è cool, non credete? - Ultima modifica: 2014-08-02T12:08:23+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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