Il Digital Signage sta ottenendo sempre più riscontri anche nel mercato italiano.
La crescita non è fulminea, ma è graduale e costante e fa sperare in un futuro sempre più florido.

Gli utilizzi sono molteplici e talvolta rimango colpito da come questa tecnologia avvincente sia impiegata inutilmente. Nelle sale di attesa di alcune ASL e alcuni Comuni per esempio si trovano dei monitor con informazioni assolutamente inutili alternate a pubblicità per nulla attrattive che si susseguono per tutta la giornata. Anche volendo ed impegnandosi, non si riesce a provare alcun interesse per quelle comunicazioni che sembrano essere state create giusto per inserire qualche contenuto per forza.
Si tratta di impieghi errati di strumenti potenzialmente molto utili.

Se impiegata nel modo corretto però questa tecnologia aiuta più di altre a risolvere con successo numerose problematiche.
Panasonic per esempio ha fornito una soluzione di Digital Signage ai Musei Vaticani che ha ottimizzato le fruizione delle informazioni da parte dei visitatori e favorito il controllo della sicurezza di tutti gli ambienti.
Una esempio brillante e vincente di impiego del Digital Signage che abbiamo approfondito con Stefano Tura, Senior Product Manager di Panasonic PSCEU Visual System Solution Product.

Dott.Tura, ogni anno 4 Milioni di visitatori popolano i Musei Vaticani. Si tratta di numero di persona pari agli abitanti di una metropoli a cui fornire informazioni durante la visita e da monitorare per garantire una sicurezza assoluta.
Come la tecnologia Panasonic ha permesso di ottenere entrambe i risultati?

Stefano Tura - Panasonic

“Una delle caratteristiche principali di Panasonic è quella di essere un’azienda in grado di fornire una gamma davvero ampia di soluzioni nel mondo della tecnologia. Sviluppare e produrre tecnologie che spaziano dal mondo broadcast a quello della videosorveglianza a quello dei display consente a Panasonic di sfruttare i benefici sia dal punto di vista della produzione, condividendo nei diversi prodotti brevetti e tecnologie, sia di proporre ai clienti finali, in questo caso i Musei Vaticani, una soluzione completa con un unico interlocutore di fiducia. Se c’è un aspetto che Panasonic ritiene fondamentale è la qualità dei prodotti e avendo dimostrato queste qualità ai responsabili dei Musei Vaticani con una relazione che dura da molto tempo, abbiamo avuto la possibilità di fornire entrambe le soluzioni”.

 

I più scettici rispetto ai vantaggi del Digital Signage potrebbero sostenere che una buona cartellonistica tradizionale sarebbe potuta bastare per fornire le informazioni utili per i visitatori.
Cosa risponde a questa osservazione?

“Ci sono certamente ancora oggi applicazioni in cui una cartellonistica di qualità può risultare sufficiente, ma la differenza  in termini di flessibilità e possibilità di utilizzo è davvero elevata. È chiaro che il Digital Signage non può prescindere da un progetto di gestione dei contenuti, che rappresentano la parte fondamentale. Senza contenuti adeguati, aggiornati e realmente informativi in tempo reale un display non ha nulla da offrire in più rispetto ad un cartellone tradizionale. Allo stesso tempo se vengono dedicate le risorse corrette alla realizzazione di contenuti e se c’è dietro un progetto completo di comunicazione allora il digital signage può mostrare tutte le sue potenzialità offrendo un’informazione in continuo aggiornamento che può variare da filmati, a immagini, a informazioni di servizio, variando anche il messaggio veicolato in funzione dei diversi display e delle diverse aree in cui questi sono posizionati”.

La soluzione Panasonic che avete adottato nei Musei Vaticani è incentrata sul plasma. Quali sono i vantaggi di questa tecnologia rispetto agli LCD o ad altre soluzioni?

Il punto di forza della tecnologia al plasma è la qualità delle immagini. La naturalezza, la precisione e il dettaglio che si possono ottenere con la tecnologia al plasma, sia per immagini statiche, ma, soprattutto, nel caso di immagini in movimento, non è attualmente alla portata della tecnologia LCD. In gamma come Panasonic abbiamo entrambe le tecnologie e sicuramente ci sono alcune applicazioni, come quelle in presenza di luce solare diretta o di aree fortemente illuminate, in cui la tecnologia LCD può rivelarsi più adatta, ma per Panasonic quella al plasma rimane la tecnologia di punta e ogni nuova generazione di pannelli aggiunge qualcosa in termini di qualità d’immagine, diminuendo i consumi e perfezionando le tecnologie che consentono di ampliare la vita dei pannelli anche in applicazioni con utilizzi molto intensi”.

Come è stato impiegato il Digital Signage per monitorare la folla da ogni punto di osservazione e garantire la sicurezza all’interno dei Musei Vaticani?

“Si tratta di due applicazioni differenti. Il sistema di videosorveglianza prevede l’utilizzo di oltre 200 telecamere collegate ad una centrale di controllo in cui oltre 30 display svolgono la funzione di controllo ai fini di sicurezza, non parliamo quindi di un’applicazione di Digital Signage ma di vera e propria videosorveglianza. Altro discorso è quello legato ai display utilizzati per funzioni informative di Digital Signage. In questo caso i monitor installati visualizzano informazioni di servizio per i visitatori, oltre a video e filmati informativi. Fiore all’occhiello i due display da 103 pollici in versione 2D, all’ingresso, e 3D nella sala conferenze dei musei“.

Quali sono le 3 barriere principali ad una più veloce affermazione del Digital Signage in Italia?

“Un progetto complesso, e completo, di digital signage richiede tre elementi fondamentali: un’infrastruttura di rete in grado di collegare e controllare tutti i display impegnati nel progetto, i display e i contenuti.

Alla fine la problematica meno complessa è quella dei display e credo che le due barriere principali siano quelle legate all’infrastruttura e alla realizzazione/gestione dei contenuti. Anche se si parla da anni di Digital Signage il passaggio alla tecnologia digitale per l’informazione sta avvenendo in modo molto lento. Come Panasonic siamo impegnati in alcuni progetti importanti con catene della distribuzione e con una famosa catena di grandi magazzini. Anche questi progetti però non sono delle trasformazioni immediate ma avvengono in modo graduale e coinvolgono un punto vendita alla volta, sia per le problematiche di gestione (non tutti i punti vendita dipendono dalla stessa filiale centrale) sia per problematiche pratiche di installazione (che ovviamente deve avvenire negli orari di chiusura) sia perché spesso l’installazione dei sistemi di Digital Signage avviene in occasione di ristrutturazioni e rinnovamenti dei locali”.

Alcune aziende, pur apprezzando gli evidenti vantaggi comunicativi garantiti dal Digital Signage, sono restii ad adottare questa tecnologia per via della creazione dei contenuti da trasmettere. A quali aziende possono rivolgersi i Vostri Potenziali Clienti per la creazione dei contenuti, a delle agenzie marketing o esistono realtà specializzate nella creazione dei contenuti per il Digital Signage?

“Agenzie di marketing specializzate nel Digital Signage e software per la gestione dei contenuti non mancano e si va dalle soluzioni più semplici per un singolo punto vendita fino a sistemi complessi in grado di gestire un elevato numero di schermi. La gente compra un televisore in casa per guardare le partite di calcio, i film o i telegiornali e allo stesso modo nelle applicazioni professionali di digital signage i contenuti rappresentano il vero cuore dell’applicazione. A conferma di questo vediamo il fatto che difficilmente il nostro cliente è rappresentato dall’utente finale, ma è sempre un integratore o una società di servizi che compra si il nostro display, ma offre al cliente finale il pacchetto completo. I player in questo tipo di mercato sono davvero numerosi. Il nostro consiglio è quello di affidarsi assolutamente a dei professionisti perché, lo ripeto ancora una volta, i contenuti fanno la differenza in termini di efficacia della comunicazione e portare avanti un progetto di Digital Signage senza contenuti di qualità non può che rivelarsi un’esperienza negativa e un inevitabile freno allo sviluppo e alla diffusione della informazione digitale“.

I contenuti rimango quindi un aspetto centrale nelle decisioni di adozione delle soluzioni di Digital Signage.
Il mercato risulta interessante sia per chi propone questa nuova tecnologia, sia per chi è in grado di creare contenuti coerenti con gli specifici target e strutturati in modo da generare comunicazioni utili ed efficaci.
Il mix delle due proposte, tecnologica e comunicativa, renderà vincenti i Rivenditori che vogliono entrare con successo nel mondo del Digital Signage.

Panasonic protagonista dei Musei Vaticani con il Digital Signage ultima modifica: 2012-03-09T15:08:41+00:00 da Mat
Accenture Cristina

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