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I Google Glass debuttano al Museo Egizio

Twitter: @IlTestardoBlog

Il Museo Egizio di Torino, secondo al mondo, dopo quello del Cairo è stato protagonista della prima sperimentazione al mondo di GoogleGlass4Lis. Un’applicazione proprietaria di Big G, in grado di offrire al visitatore, una guida personalizzata nel linguaggio dei segni.
Il primo reperto ad essere stato tradotto in Lis dai Google Glass e stato proprio la statua relativa a Ramesse II, scultura simbolo del museo torinese.
Grazie a una piattaforma tecnologica (Atlas) ideata dal Politecnico di Torino,è possibile convertire automaticamente in linguaggio dei sordi testi redatti in italiano, e proiettare i contenuti tradotti, attraverso una guida virtuale (l’avatar, appunto) direttamente nella lente-display di Google Glass.
Quella del Museo Egizio è la prima sperimentazione totalmente made in Italy dei Google Glass a livello mondiale; infatti a realizzare il prototipo e stata un’azienda torinese, che ha anche sede a New York. Si tratta della Roviko Inc, fondata da Valerio Saffirio, che in collaborazione con Vidiemme Consulting di Giulio Caperdoni e l’Ente Nazionale Sordi ha dato vita al progetto GoogleGlass4Lis del Museo torinese
La tecnologia influenza in modo decisivo il benessere degli individui e della collettività.
In Italia i sordi sono circa 60 mila. Per chi non sente dalla nascita l’italiano è la seconda lingua, la prima e quella dei segni.



I Google Glass debuttano al Museo Egizio - Ultima modifica: 2013-11-12T09:46:00+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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