Colt e l’“electronification” del mercato finanziario

Il settore finanziario, in particolare quello del Capital Market, è governato da trend tecnologici che da un lato abilitano nuovi scenari di business e dall’altro fanno aumentare le preoccupazioni sulla sicurezza e la capacità di time-to-market. Ne abbiamo parlato con Andrea Deli, Client Director Capital Markets South Region di Colt

di Cecilia Cantadore

Il Capital Market è alle prese con forze dirompenti che rappresentano nello stesso tempo opportunità e rischi: rivoluzione tecnologica, pressione geopolitica di regolamentazione, frammentazione e nuovi concorrenti, minacce informatiche e tempistiche sempre più stringenti. Trasformare il modello di business significa trovare il giusto equilibrio tra spese capex e opex, ridurre il ritorno sugli investimenti mitigando i rischi e rimanendo flessibili. L’elettronificazione dei mercati diventa obbligatoria, risponde alla necessità di essere più competitivi, veloci e di aggiungere valore al servizio, minimizzando l’impatto sui profitti. Andrea Deli, Client Director Capital Markets South Region di Colt, ha fornito la sua visione del mercato.

Ci sono differenze tra il mercato italiano e quello europeo?
La principale differenza rimane con il mercato inglese, sottoposto a dinamiche identiche ma con volumi superiori. Il mercato italiano ha una massa critica più frammentata e potrebbe sembrare in ritardo rispetto alle controparti europee ma il forte orientamento all’internazionalizzazione sta creando una vigorosa spinta evolutiva e conseguente sviluppo economico. Il contesto italiano sopporta uno storico orientamento all’insourcing, prevalentemente per motivi di sorveglianza/regolatori e di risk assessment. Occorre adottare diversi criteri di selezione dei fornitori e partner per incrementare la fiducia nell’esternalizzazione e massimizzare i risultati.

Nel settore finanziario la sicurezza e la riservatezza della trasmissione dei dati è fondamentale…
Alla necessità di standard di servizio che crescono vertiginosamente e capitalizzando sull’acquisizione di MarketPrizm (azienda specializzata nei Market Data), Colt risponde con la creazione nel 2014 di un settore verticale “Capital Market” dove la specializzazione è la chiave di distinzione. Il nostro focus non è solo commerciale, prevede un’effettiva conoscenza del mercato e una visione strategica nello sviluppare soluzioni. Al fianco di un’area sales specializzata ci sono team di pre e post vendita che disegnano soluzioni e modelli di servizio ad hoc, oltre a un team di operation che supporta il cliente.

Il Capital Market e le sue regolamentazioni portano le aziende ad avere l’esigenza di un’infrastruttura ICT adeguata. Come risponde Colt?
Colt propone: totale controllo del servizio sulla base di asset proprietari quali rete in fibra ottica, datacentre e l’acquisizione di MarketPrizm; capacità di erogazione a livello globale, grazie alla recentissima acquisizione di KVH in Asia; continuo sviluppo di nuovi servizi in linea con le richieste del mercato, quale FX Liquidity Access che collega gli operatori ai mercati di New York, Londra e Tokyo consentendo un accesso ai mercati FX globali in qualunque momento.

Quali sono i punti di forza di T2S – Target to Security e quale impatto ha sul mercato?
TARGET2-Securities, progetto promosso dalla BCE si inserisce tra le iniziative per la creazione del mercato unico europeo e prevede che la messaggistica di sicurezza tra gli operatori del Capital Market possa essere erogata da una piattaforma comune. Questo significa che il mercato diventa europeo e non più nazionale, più competitivo a livello globale. La Banca Centrale Europea ha assegnato a SIA e Colt una delle due licenze come Network Service Provider per T2S in riconoscimento della leadership tecnologica delle due società nell’ambito dei servizi finanziari, della forte presenza dei servizi di rete in Europa e della comprovata esperienza nella fornitura e nella gestione di infrastrutture finanziarie “mission critical”.


Colt e l’“electronification” del mercato finanziario - Ultima modifica: 2015-03-23T17:53:10+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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