Robotica educativa: cos’è e come può aiutare gli insegnanti nelle scuole

Una disciplina che abbraccia diverse materie ed è utile nell’apprendimento di bambini e ragazzi: ecco perché dedicare ore scolastiche alla robotica educativa.


Le tecnologie avanzate ci permettono di sfruttare strumenti sempre più precisi ed intelligenti, dai computer agli smartphone: ma come funzionano questi diffusi dispositivi?
Nell’articolo cos’è la robotica educativa, come permette a bambini e ragazzi di capire il funzionamento dei device di oggi, e in cosa può essere d’aiuto a scuola.

Robotica educativa

Con la crescita di interesse verso l’intelligenza artificiale e la robotica nelle più disparate attività quotidiane, si rende sempre più necessaria la conoscenza dei funzionamenti che ne sono alla base, sin dai primi anni di vita.
Sebbene si tratti di una disciplina i cui vantaggi sono stati evidenziati non solo di recente, la robotica educativa sta sbocciando solo negli ultimi anni grazie all’evoluzione dei kit usati nell’insegnamento.

Cenni di robotica

Cosa c’entrano le macchine intelligenti con l’apprendimento?

È necessario un breve passo indietro per cogliere al meglio il senso della robotica educativa, partendo dal significato di “robotica”.
Semplificando ai minimi termini, la robotica è una branca dell’ingegneria che permette lo sviluppo di sistemi capaci di riprodurre i movimenti umani, con il fine di aiutare nell’esecuzione dei compiti ripetitivi.
Da decenni i robot, ovvero macchine in grado di assolvere in maniera autonoma i ruoli per i quali sono state specificamente realizzate, aiutano l’essere umano nella gestione dei lavori più difficili, senza però abbandonare quel velo di fascino che da sempre avvolge questo ramo.

In particolare, le applicazioni di robotica più interessanti ed importanti possono essere ricondotte a:

  1. Robotica industriale;
  2. Robotica umanoide;
  3. Robotica spaziale.

Robotica industriale

La prima volta che un robot – la cui etimologia rimanda al concetto di lavoro pesante –, è stato impiegato per aiutare l’uomo, fu nei primi anni settanta: i robot industriali erano una realtà ancora acerba e lontana da ciò che conosciamo noi oggi, ma negli anni le capacità dei robot industriali si sono affinate sempre di più, tanto da diventare elemento indispensabile nella produzione dell’industria automobilistica e meccanica.
I bracci robotizzati affiancano e semplificano il lavoro dell’uomo, svolgendo i compiti più pesanti e in serie con il fine di migliorare la velocità della produzione e la qualità.

Robotica umanoide

Ma la branca più affascinante della robotica è senza ombra di dubbio la robotica umanoide, ovvero quella disciplina che studia la realizzazione di robot con sembianze umane capaci di sfruttare l’intelligenza artificiale. Esempi lampanti dell’applicazione di questa disciplina sono gli ormai famosi Sophia, il robot umanoide in grado di provare le emozioni umane restituendole con relative espressioni facciali e risposte verbali, e Pepper, robottino pensato per l’intrattenimento nell’ambiente domestico.

Robotica spaziale

E quando la robotica industriale incontra quella umanoide, ecco la nascita di soggetti come Robonaut 2, il robot astronauta  lanciato in orbita nell’ormai lontano 2011. Robonaut ha le sembianze di una persona, ma è una macchina intelligente governata a distanza capace di svolgere compiti specifici e complessi in orbita, dove le condizioni non risultano molto favorevoli alla presenza dell’essere umano.

Robotica educativa: cos’è e perché è così interessante?

Ecco perché è così importante conoscere le fondamenta della robotica e di tutte le materie ad essa connesse, perché al giorno d’oggi queste avanzate forme di tecnologia sono in ogni dove: nei sistemi di guida intelligente delle auto, nella domotica, fino ad arrivare alle funzioni più comode di smartphone e tablet.

Ma in particolare, cos’è la robotica educativa?
Si tratta di un primo approccio a questa scienza da parte di bambini e ragazzi, che si trovano a dover capire e scoprire come funzionano le diversi componenti di un robot.

Ma la conoscenza del robot è soltanto il mezzo, non il fine della robotica educativa: lo scopo dell’applicazione di questa disciplina è quella di aiutare gli studenti a trovare un nuovo stimolante metodo di apprendimento di svariate materie, quali:

  • Matematica;
  • Scienze;
  • Informatica;
  • Tecnologia;
  • Lingue.

Il tutto condito da una spruzzata di ingegneria e psicologia: si tratta dunque di una materia multidisciplinare che consente ai ragazzi di applicare metodi di ragionamento al fine di raggiungere uno scopo prefissato: quello di costruire e far funzionare un robot.

“La robotica educativa come strumento di apprendimento e creatività”

Risale al 2007 la ben nota pubblicazione di Barbara Caci, Antonella D’Amico e Maurizio Cardaci, relativa a uno studio del Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Palermo che si focalizzava sui vantaggi della robotica applicata all’apprendimento.
Già allora risultavano evidenti i benefici derivanti dall’apprendimento di materie scientifiche con dimostrazioni pratiche attraverso un robot: non soltanto mera teoria da seguire in modo meccanico per la risoluzione di problemi, ma risultati tangibili e soddisfacenti nella forma di un vero e proprio robot che esegue gli ordini impartiti.

Se fino a qualche anno fa questa disciplina veniva proposta per le scuole di secondo grado, ad oggi la robotica educativa nella scuola primaria è un fenomeno molto diffuso e particolarmente apprezzato dagli studenti delle scuole elementari.

Pensiero computazionale, coding e programmazione a blocchi

I bambini sono naturalmente predisposti alla scoperta, all’esplorazione e alla sperimentazione, e attraverso la creatività, l’immaginazione e la curiosità vengono avviati al pensiero computazionale, ovvero quel processo logico mentale che risolve i problemi, seguendo metodi e ricorrendo a strumenti specifici.

In questo caso, lo strumento della robotica educativa è rappresentato dal “coding”, ovvero la programmazione informatica: i ragazzi riescono a realizzare un vero e proprio automa assemblandolo in tutte le sue parti attraverso un kit ad hoc, e ad istruirlo attraverso la sempre più impiegata programmazione a blocchi.

Nello specifico, per programmazione a blocchi si intende un linguaggio di programmazione di tipo visuale, dove ad ogni comando corrisponde una rappresentazione grafica sotto forma di blocchi.
Questo sistema di programmazione è adatto agli utenti meno esperti, che solo spostando dei mattoncini sullo schermo del computer – o del tablet – riescono a programmare un robot senza scrivere vere e proprie righe di codice.

I kit di robotica per bambini

La diffusione nelle scuole e nelle famiglie della robotica educativa, ha mosso sempre più interesse intorno a questa materia, grazie alla semplicità dei kit utilizzati allo scopo come:

  • Bee Bot;
  • Blue Bot;
  • Lego we do;
  • Mindstorm;
  • Dash and dot.

I prezzi partono da poco più di 100 euro per poi lievitare in modelli più avanzati e superiori, adatti alle diverse età degli studenti che si approcciano alla robotica educativa, e da valutare in base alle relative capacità tecniche in possesso degli alunni.


Robotica educativa: cos’è e come può aiutare gli insegnanti nelle scuole - Ultima modifica: 2018-02-17T06:45:09+00:00 da Maria Grazia Tecchia

Giornalista, blogger e content editor. Ha realizzato il sogno di coniugare le sue due più grandi passioni: la scrittura e la tecnologia. Esperta di comunicazione online, da anni realizza articoli per il web occupandosi della tecnologia a più livelli.

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