Nello sconfinato mondo del web esiste una parte profonda e poco conosciuta: cos’è il deep web, come vi si accede e qual è la differenza con il dark web.

deep web

Ogni giorno trascorriamo sempre più tempo navigando tra le pagine internet: controllare la posta elettronica, organizzare un nuovo viaggio, prenotare un volo, acquistare oggetti, leggere informazioni o restare in contatto con altri internauti tramite i social network sono attività quotidiane di ordinaria normalità entrate a far parte della nostra routine.

Migliaia di pagine, siti, informazioni, articoli, eppure quello di cui fruiamo ogni giorno non è che una piccola parte di tutto quanto il grande web in realtà contiene: per avere un’idea della grandezza di internet e delle diverse parti di cui è composto, basta pensare che tutto ciò che troviamo sulla rete, attraverso i motori di ricerca, potrebbe rappresentare solo tra l’1% e il 10% di tutto quello che si trova nel web.

Il condizionale è d’obbligo, dal momento che non è possibile misurare scientificamente la dimensione del wide web, ma cosa c’è nella restante parte e, soprattutto, perché sono in pochi a conoscerla?

Cos’è il Deep Web

Per capire meglio di come è costituito l’internet, si ricorre spesso ad una semplice ma efficace metafora: parliamo dell’iceberg, un ammasso di ghiaccio di cui è nota soltanto la parte emersa dall’acqua, e di cui invece si ignora la sostanza sottostante.

Internet può essere paragonato proprio a un iceberg: tutto ciò che è visibile, tracciabile e reperibile attraverso i motori di ricerca rappresenta la punta, ma nelle profondità esiste un universo ben definito e mastodontico di cui la maggior parte delle persone ignora completamente l’esistenza. Il deep web è, dunque, la parte più profonda di internet, quella non esposta ai riflettori di tutti i navigatori ordinari, ma è quel mondo informatico sommerso, nascosto, e a volte pericoloso.

I diversi livelli del world wide web

La prima volta che ci si imbatte nell’argomento deep web si potrebbe provare un senso di confusione e perplessità, ci si potrebbe chiedere come sia possibile che le pagine in cui navighiamo tutti i giorni non siano nemmeno una minima parte di quanto è contenuto nel web, eppure è proprio così.

Per capirci di più, è necessario pensare al web come a un contenitore formato da diversi strati, chiamati livelli nel gergo informatico.
A seconda del tipo di classificazione del contenuto di internet, ci si può riferire ad un numero di livelli variabile da 5 a 8; ma per semplificare il concetto si possono distinguere le diverse aree del web in 3 tipi:

  1. Lo strato superficiale;
  2. Il Deep Web;
  3. Il Dark Web.

Alla prima categoria appartengono tutti i siti e le pagine web che possono essere indicizzate dai motori di ricerca come Google, Bing o Yahoo: si tratta di contenuti definiti e rintracciabili, di pubblico accesso e sotto gli occhi di tutti gli utenti.

Cosa si trova nel deep web?

Scendendo più in profondità si entra nel cosiddetto deep web, vale a dire quella parte di internet non pubblica ma accessibile soltanto ad alcune condizioni, come ad esempio il sistema che gestisce le informazioni e le ricette mediche, i documenti legali, ma anche quella che si occupa della sfera della finanza o dei pagamenti in generale.

Insomma, il deep web è tutto ciò che si trova in internet ma che è costituito da database criptati (e quindi protetti) che possono essere accessibili soltanto mediante specifici sistemi di autenticazione o password.
Nel suo strato più profondo – chiamato Mariana’s Web in riferimento all’abisso delle Fosse Mariane – si dice siano custoditi segreti governativi, come documenti sugli UFO, oppure verità su assassini, complotti e cospirazioni.
Infine, si arriva al dark web, ovvero la parte più nascosta e oscura di internet, quella che in molti ignorano e di cui non hanno mai sentito parlare, dove informatica e dicerie si confondono e non si conosce il confine tra la realtà e la leggenda.

Come è nato

Il deep web è stato realizzato per la prima volta a metà degli anni novanta, da parte di matematici commissionati per aiutare i militari americani a comunicare con i propri agenti segreti sotto copertura senza rischio di intercettazioni o spionaggio. Il concetto alla base è molto semplice: l’accesso al deep web è reso complicato dalla presenza di svariati nodi di rete che filtrano le comunicazioni e lo scambio di dati, rendendo le informazioni contenute al suo interno non reperibili dai crawler dei tradizionali motori di ricerca.

Come entrare nel deep web

Per accedere al deep web è necessario l’utilizzo di browser specifici che prendono il nome di TOR, acronimo di The Onion Router: si tratta di un sistema che prescinde dal tradizionale funzionamento della connessione a internet mediante comunicazione diretta tra client e server, dal momento che lo scambio di informazioni attraversa i diversi strati dei server TOR, nel cosiddetto sistema a “cipolla”.

Differenza tra Deep Web e Dark Web

A causa della scarsa informazione sul deep web, spesso si utilizza questa dicitura per indicare in maniera generalizzata la cosiddetta parte oscura di internet, altrimenti nota come dark web, ovvero un livello ancor più profondo del web in cui si trovano principalmente contenuti illegali.

Il motivo per cui il dark web viene considerato pericoloso è che viene frequentato soprattutto per atti illeciti, come la sottrazione indebita di informazioni personali e sensibili, ma anche per la gestione di materiale pedo-pornografico, e per i mercati neri di armi, droghe e documenti falsi.
A tal proposito, il caso più famoso è quello della Silk Road, ovvero un sito ubicato nel dark web dal quale era possibile reperire svariate tipologie di sostanze stupefacenti.
Oltre al traffico di droga, c’è chi sostiene addirittura – seppur senza reale e dimostrabile basamento – che in questa parte di internet è possibile assistere in diretta streaming ad omicidi di persone, per mano di organizzazioni come ISIS, nelle cosiddette “Red Room”.

Perché è legato ai Bitcoin

Purtroppo la brutta reputazione della famosa criptomoneta è causata in gran parte dal massiccio utilizzo che si fa dei Bitcoin nel deep e dark web: sfruttata per la sua capacità di mantenere segreta l’identità delle parti coinvolte in una transazione, il Bitcoin è la moneta prediletta per il mercato nero di armi e droga.

Deep Web: qual è la parte sommersa di internet ultima modifica: 2018-09-03T12:15:00+00:00 da Maria Grazia Tecchia
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