Continua il confronto sul Marketing di Canale iniziato nel Post precedente.
I Protagonisti della Tavola Rotonda si stanno per avventurare nel mondo dei Social….seguiamoli!

L’ambito B2B ha un confine labile con il B2C se si guarda alle relazioni tra le aziende come relazioni tra le persone.
I Social sono entrati nella vita di quasi tutti gli utenti di internet e del mobile.
Facebook su tutti, è diventata una sorta di terza casa per oltre 18.000.000 di italiani. il 50% di loro vive in ufficio, in casa e in Facebook.

Se è li che vanno le persone, è li che devono andare le aziende. Non è una questione di business, è una questione di relazioni.
Gli eventi dei Distributori, come visto nel Post precedente, sono un’attività fondamentale. Lo sono per via della relazioni. E i Social Media sono Relazioni…
Malgrado questo la maggior parte dei Distributori è in una fase di osservazione, vediamo che ne pensano:

3) L’affermazione dei Social Media ha influenzato le attività marketing dei distributori o rimane un fenomeno prettamente B2C?

Francesca Capaldi, Tech Data, coglie perfettamente un aspetto del fenomeno social:” Con l’avvento dei Social Media, diviene sempre più difficile separare la sfera personale da quella professionale, quella privata da quella pubblica. La tendenza esprime chiaramente le potenzialità dei social media anche per il B2B”.

Di relazioni parla Eleonora Molinari: “Le relazioni interpersonali hanno ancora un valore fondamentale e restano uno dei nostri canali più utilizzati”. Però al momento COMPUTERLINKS osserva il fenomeno social da fuori, per essere pronti a coglierne gli sviluppi futuri.

Il Triangolo valorizza i Social: “Non c’è dubbio alcuno che tale affermazione abbia influenzato le nostre e altrui attività di marketing..”
Parlando di influenza dei Social, Alias accenna ad un aspetto fondamentale: monitorare il sentiment della Rete.
I Brand infatti non sono più ciò che dicono di se stessi ma sono ciò che dicono le persone di loro. La Rete, in particolare l’anima Social, è la voce pubblica delle persone e non ascoltarla è deleterio.

Achab  vede un’affermazione progressiva dei Social anche nel B2B, facendo intendere delle novità nel breve termine:”…siamo sicuri che presto ne vedremo delle belle e contiamo di essere tra i protagonisti”.

Giancarlo Milite, Alias,  afferma: La necessità di un continuo monitoraggio di come si parla di un certo marchio o prodotto sulla Rete, la capacità di intervenire per promuovere soluzioni od eventi, “correggere” giudizi considerati negativi presuppone la presenza di un team che unisca competenze tecniche, conoscenza degli strumenti tipici dei social network ed un’ottima capacità di comunicazione..”.
Un’affermazione sacrosanta che trova difficilmente applicazione nelle aziende, dove spesso la gestione dei Social viene demandata a terzi o a stagisti alle prime armi senza una formazione di base adeguata.

Un approccio attento ma più tiepido invece per EDSlan e Sidin.
Barbara Pedrazzani: “Attualmente non credo che nel contesto di EDSlan i Social Media possano influenzare le attività Marketing o dare ritorni di business.” Valerio Rosano conferma di essere attento alle dinamiche dei Social ma al momento ritiene che:” …questi mezzi non danno valore aggiunto alla comunicazione B2B e non sono strategici per sviluppare il business del canale”.

Di un parere simile ma più ottimistico per il futuro è Gianluca Guasti:” …ancora non sono uno strumento indispensabile e per le attività marketing di un distributore anche se presto potranno esserlo e cercheremo ovviamente di farci trovare pronti”.

Una pluralità di punti di vista molto interessanti ed assolutamente rispettabili che delineano uno scenario ancora non favorevole per i Social nel Canale.
La barriera all’entrata vera dei Social è indicata perfettamente da Tech Data: “Se molte azienda, almeno in Italia, sono ancora ferme, è solo perchè manca l’indirizzo giusto per massimizzare i ritorni minimizzando i rischi”.
Vero ed assolutamente condivisibile e condiviso!
La cultura IT porta tutti in questa direzione ma…

Il problema non sta nello strumento, il Social, ma nell’intepretazione dello stesso con logiche legate agli strumenti classici.
Il ROI, mantra del marketing tradizionale, non è un obiettivo diretto del Social Media Marketing e quindi il ritorno economico non può essere il criterio con cui decidere se partecipare o meno al Social Networking.
Perchè?
Ce lo spiega perfettamente il Prof. Andrea Boaretto, MIP: qui

Gli eventi sono, per quasi tutti gli intervistati, un asset insostituibile del Marketing della distribuzione.
La socializzazione con Clienti, Stake Holder e Fornitori è una delle motivazioni alla base di RoadShow ed eventi in genere.
Ma la socializzazione passa sempre più in Rete. Più immediata, più continuativa, più accessibile.
Quindi che accade agli eventi tradizionali?

4) Se la socializzazione, anche in ambiti business, passa sempre più on-line, gli eventi e le fiere di settore hanno ancora il valore che avevano un tempo?

Tra tutti, solo Tech Data intravede nei Social una possibile spinta al ridimensionamento del valore degli eventi: “Gli eventi di settore rappresentano un’occasione ancora gradita di incontro con i principali operatori. Aumentando però l’offerta di canali e strumenti alternativi di attrazione e socializzazione, è naturale che il criterio di convenienza economica operi una selezione spietata”.

I pareri degli altri Distributori vedono negli eventi e nelle fiere dei valori relazioni che i nuovi canali non riescono a sostituire.
Però alcuni constatano una diminuzione della presenza di operatori di Canale agli eventi classici del Settore IT e reputano di maggior successo le soluzione realizzate in autonomia.

Passiamo ora ad attività innovative, Web Video e le recenti App: troveranno spazio nel Marketing dei Distributori????
Scoprilo nel terzo appuntamento con loro..

Hai dei commenti sulle riflessioni in ambito Social dei Protagonisti intervistati ora?
Condividili con noi!!

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