L’audio è il futuro dei social, ecco perchè

Sarà l’audio a dominare i contenuti social? L’approccio ai contenuti digitali sta evolvendo nel corso del tempo. Siamo passati dal leggere al guardare filmati e foto. Abbiamo avuto modo di conoscere le infografiche sempre più virali su social e affini. Ora è arrivato il tempo degli audio. Ascoltare potrebbe essere la nuova chiave della comunicazione sul web.


Come sta cambiando il nostro approccio alla fruizione dei contenuti? Sia gli influencer che il pubblico inviano e ricevono contenuti basati sulla visualizzazione. Foto, video, messaggi, articoli. Anche la rivista che state sfogliando ha bisogno dei vostri occhi per essere letta e compresa e questo vale anche per la tv, per i social media, oppure per immergersi in un paesaggio, reale o virtuale.
Se ci fermiamo un attimo a riflettere, però, non è sempre stato così. La parola scritta è sicuramente fondamentale ed ha migliaia di anni di storia, però il parlato è ancora più antico. Questo significa che noi tutti siamo geneticamente creati per trasmettere e ricevere informazioni usando la nostra voce e le nostre orecchie.

Audio Sui Social

L’audio nella comunicazione digitale

Viviamo nell’era della digitalizzazione, dei video 8K, delle App basate sulla visualizzazione come TikTok e Instagram, ma forse le nostre menti non sono propriamente attrezzate per affrontare le enormi quantità di informazioni visive che quotidianamente ci bombardano, pensiamo semplicemente alla pubblicità, alla televisione, allo smartphone, a libri o giornali. A qualcosa dobbiamo sicuramente rinunciare.
Un primo passaggio è diminuire le conversazioni con gli estranei, dato registrato da Facebook e Twitter: preferiamo conversare con chi conosciamo piuttosto che perdere tempo con gli sconosciuti.
Twitter soprattutto, pensato inizialmente come un modo con cui le persone potessero esprimere rapidamente pensieri ed idee su argomenti di tendenza, è rapidamente cambiato ed adesso molte persone lo utilizzano per discutere animatamente. Il team di Jack Dorsey (il fondatore) sta lavorando sodo per limitare questi episodi, bloccando sul nascere i focolai di chi, ad esempio, condivide fake news, generando quindi conversazioni basate sulle falsità.

Il futuro dei social è audio

Mentre scrivo questo articolo sto ascoltando in sottofondo il successo del 1984 “Radio Ga Ga” dei Queen e le parole che Freddie Mercury pronuncia sono perfette per questo momento storico:
“Quindi resta qui perché potremmo mancarci, quando ci stancheremo di tutto questo aspetto visivo”.
Ovviamente in quel periodo le persone non erano minimamente stanche del video, poiché l’era dei clip musicali e delle cassette VHS era appena iniziata. Quante sono cambiate dal 1984? Tutto è più fluido, i video sono ad altissima risoluzione, ma il mondo è più stressante e difficile perché ognuno di noi ci tiene ad avere un bell’aspetto davanti alla telecamera, non solo quella della tv, ma anche del nostro smartphone quando registriamo un video per i social media.
E se Freddie fosse un precursore allora? Se la soluzione fosse limitare, per un attimo, questo proliferare di video per permettere alle persone semplicemente di parlare?
Tornando a Twitter, se le persone potessero effettivamente sentirsi e parlarsi, non filtrerebbero molti insulti?
C’è chi effettivamente pensa che il futuro dei social media possa essere sonoro e si tratta di Jack Dorsey, Ceo di Twitter. I primi passi della piattaforma verso l’audio sono stati compiuti quest’anno, con gli utenti ora in grado di inviare tweet audio di 140 secondi, se ci pensate un limite molto vicino ai famosi 140 caratteri di Twitter prima dell’aumento a 280. Questa funzione, che gli utenti sembrano avere apprezzato molto, è in fase di test nell’app Twitter per iOS.
Ma attenzione, non è l’unico indizio che fa pensare ad un nuovo mondo social sonoro, Dorsey infatti sembra aver testato una delle nuove startup più alla moda della Silicon Valley, Clubhouse. Si tratta di una chat room virtuale solo audio in cui le persone possono ascoltare gli altri discutere un argomento e partecipare alla conversazione se ne hanno voglia.
Nessuna foto, nessun video. Non devi scegliere quale vestito indossare, non devi preoccuparti di farti la barba o sistemarti i capelli. Non devi nemmeno prestare attenzione o fingere di esserlo, come spesso accade nelle miriadi di videocall che questo smart working ci ha costretto a subire.
In questo mondo dove virtuale e reale sono sempre più fusi, si cerca qualcosa di raro e prezioso che è nascosto in qualche cassetto, ma non ricordiamo dove: sto parlando dell’intimità. Un’app come questa, dove ci si scambia semplicemente messaggi vocali, potrebbe offrire un nuovo modo per comunicare con gli altri, disquisendo di qualsiasi argomento, senza però dover rivelare nulla della propria identità, tranne la propria voce.

Perché i contenuti audio sono un ottimo strumento?

L’audio è una delle forme più tradizionali e popolari di condivisione di un contenuto e possono essere allo stesso tempo utili e divertenti, occupano poco spazio rispetto ai video ed hanno una maggior compatibilità con i vari device, inoltre non hanno limiti, tutti possono ascoltarli, anche i non vedenti. Possono essere un brillante strumento per descrivere un prodotto o servizio, o raccontare una storia: l’audio è coinvolgente, come la musica del resto.
Un altro segno importante che conferma quanto questo possa essere davvero il futuro della comunicazione online, è l’investimento costante in sviluppo e innovazione che i colossi della tecnologia stanno programmando, ovvero Apple, Amazon e Google ed i loro assistenti virtuali Siri, Alexa e Google Home. Il parlato diventa non solo un mezzo di comunicazione fondamentale, ma anche protagonista nel processo di interazione online e quindi di scelta, anche per gli acquisti.

È davvero sonoro il futuro davanti a noi?

Un futuro così sembra fantastico: immaginate i social come una chat room dove le persone comunicano davvero. Niente insulti, niente discussioni lunghe e inutili, solo un gruppo di persone, anonime o meno, che condividono informazioni. Entrare in una di queste stanze sarebbe come partecipare ad una festa, passando da una chiacchiera e l’altra, lanciando argomenti e ottenendo risposte, senza litigare, ma conversando con il sorriso sulle labbra, magari ascoltando buona musica. Puoi condividere i tuoi pensieri con più persone o ritirarti in un angolo e conversare in privato con un amico o uno sconosciuto.

Gli audiolibri

Altro segnale che va in questa direzione è la grande diffusione degli audiolibri, sempre più richiesti e con un mercato in ascesa e dei podcast, altro mezzo di comunicazione sul quale le grandi aziende stanno investendo molto.
L’occhio vuole comunque la sua parte, ma dentro di noi ci sarà sempre il desiderio di parlare esprimendo la nostra opinione e quello di ascoltare gli altri ed è altrettanto naturale che il mondo tecnologico cerchi di assecondare questo nostro bisogno innato di comunicare con il parlato.
L’età dell’oro della radio ormai è passata, ma è molto probabile che il prossimo passo nella comunicazione tecnologica sia proprio sonoro.


L’audio è il futuro dei social, ecco perchè - Ultima modifica: 2020-11-01T09:21:34+00:00 da Luca Rallo

Blogger, formatore, Digital PR Strategist, consulente di Social Media Marketing e strategie digitali per aziende, Enti di formazione, Agenzie di Comunicazione, liberi professionisti e pubblica amministrazione. Docente di Influencer Marketing e Digital PR, Twitter Marketing e Instagram Marketing. Social Influencer e brand ambassador per aziende di rilevanza nazionale e internazionale, dei settori automotive, food, e commerce, sport, e per varie Onlus. Speaker per diversi eventi: Mashable Social Media Day Italy, Social Media Week, Mobile Journalism Festival, e per l’ordine dei giornalisti.

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