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Guerra tra Russia e Ucraina, le principali bufale diffuse online

La propaganda russa online sulla guerra tra Russia e Ucraina ha visto diffondere sul web una serie di bufale sull’invasione in territorio ucraino. A riportarlo è il sito NewsGuard, che ha monitorato 116 siti di propaganda russa e ha constatato che le fake news circolavano online già mesi prima dell’effettivo inizio delle operazioni belliche russe.

La Russia diffonderebbe bufale utilizzando sia media statali ufficiali (è il motivo per cui Google e Apple, ad esempio, hanno deciso di bloccare le app di Russia Today e Sputnik News dai rispettivi store, ne abbiamo parlato qui) sia siti web ma anche account anonimi. Tra l’altro i siti gestiti e finanziati dal governo russo utilizzano anche le piattaforme di YouTube, Facebook e Twitter per raggiungere i propri scopi propagandistici (e anche in questo caso le piattaforme sono intervenute per fermare il fenomeno, come riportato qui).

Guerra tra Russia e Ucraina, le principali bufale diffuse online dalla propaganda russa

NewsGuard ha elencato alcune delle principali fake news che la propaganda russa ha diffuso online negli ultimi tempi. Eccone alcune.

  • I residenti di lingua russa del Donbas sono stati vittime di un genocidio: a fronte di quanto diffuso online, NewsGuard riporta che la Corte Penale Internazionale non avrebbe mai trovato prove di un presunto genocidio nella regione dell’Ucraina orientale del Donbas. Nel corso degli anni anche altre fonti avrebbero sempre escluso quanto affermato dai media russi.
  • Le forze ucraine hanno bombardato un asilo nel Lugansk il 17 febbraio 2022: in questo caso, il gruppo investigativo Bellingcat avrebbe dimostrato che i bombardamenti provenivano da un luogo in cui si trovano le linee del fronte separatista russo per cui non sarebbero stati gli ucraini a bombardare.
  • La Russia non ha preso di mira infrastrutture civili in Ucraina: questa bufala diffusa online dalla propaganda russa è stata smentita da Amnesty International, secondo cui molti attacchi da parte dell’esercito di Putin avrebbero colpito obiettivi civili in Ucraina. Nonostante la Russia abbia affermato di utilizzare armi per attacchi ben mirati, Amnesty International ha riportato l’uso di missili balistici e altre armi esplosive con effetti a largo raggio in aree densamente popolate.
  • Il nazismo, sostenuto dalle autorità di Kiev, è prevalente nella politica e nella società ucraine: se è vero che in Ucraina vi siano estremisti di destra, un rapporto di Freedom House avrebbe già affermato che questi avrebbero una scarsa rappresentanza politica e nessuna possibilità di prendere il potere nel Paese.
  • L’Occidente ha organizzato un colpo di stato per rovesciare il governo ucraino filorusso nel 2014: anche in questo caso esisterebbe alcuna prova concreta che il colpo di stato contro il governo di Yanukovich sia stato organizzato da Paesi occidentali. I fatti accaduti nel 2014 sarebbero da accreditare, invece, a una rivolta popolare in Ucraina.
  • Gli Stati Uniti hanno una rete di laboratori di armi biologiche nell’Europa orientale: questa bufala è stata diffusa attraverso alcuni account Twitter. In realtà la notizia vera sarebbe legata al Biological Threat Reduction Program del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, che collabora con i Paesi partner per ridurre il rischio di focolai di malattie infettive. Gli Stati Uniti fornirebbero aiuto in tal senso all’Ucraina dal 2005. I laboratori, che gli Stati Uniti avrebbero contribuito a costruire e modernizzare, sono però gestiti e finanziati dal governo ucraino.
  • La NATO ha una base militare a Odessa: la mappa interattiva della NATO non mostra alcuna base o centro della NATO o qualsiasi altra struttura militare in Ucraina.


Guerra tra Russia e Ucraina, le principali bufale diffuse online - Ultima modifica: 2022-03-06T08:09:25+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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