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Intelligenza artificiale: 5 trend per il 2016

La tecnologia dotata di intelligenza artificiale è in continua evoluzione, c’è chi dice che sostituirà l’uomo nel lavoro, che acquisirà le nostre capacità, con tutti i pro e i contro che questo comporta. Elon Musk ha affermato che le macchine diventeranno pericolose nel giro di cinque anni, Mark Zuckerberg vorrebbe un assistente AI in casa. Le previsioni più estreme indicano che in futuro i sistemi AI saranno più intelligenti dell’uomo, ma difficilmente il nostro cervello sarà replicabile nel corso del 2016. Cosa aspettarsi dunque a breve termine? Le innovazioni che si presenteranno nei prossimi mesi saranno comunque importanti. Ecco cinque trend individuati per il 2016.

1. Robot più intelligenti
Guru Banavar, vice presidente della divisione cognitive computing a IBM Research, si aspetta di vedere l’intelligenza artificiale implementata sempre più spesso in robot e device. IBM sta usando algoritmi di machine learning per “educare” i robot ad associare in modo appropriato gesti e toni con le frasi. L’azienda ha già inserito la tecnologia AI in robot sviluppati da altre aziende e destinati al settore manifatturiero, come Pepper. Gli algoritmi potranno educare i robot a muoversi nello spazio (si pensi alle auto che si guidano “da sole”) e potranno essere incorporati in device come ad esempio gli occhi bionici.

2. Analisi più veloci
L’analisi dei dati è una delle applicazioni chiave degli algoritmi di machine learning. Oltre che incrementare la velocità delle analisi, possono avere impatto significativo in vari ambiti. Ad esempio nel settore sanitario. Basti pensare al numero di radiografie analizzabili al minuto. Le macchine interpreteranno i dati, sostituiranno i processi manuali, velocizzando il lavoro.

3. Interazioni più naturali
La ricerca renderà più semplice l’interazione tra uomo e computer, grazie agli algoritmi di machine learning. Gli assistenti virtuali come Cortana e Siri diventeranno ancora più utili e intelligenti e capiranno il nostro linguaggio.

4. Timori più contenuti
Nominare l’intelligenza artificiale in una conversazione suscita spesso timore nell’interlocutore. È per questo motivo che stanno nascendo realtà come OpenAi, non-profit focalizzata sugli impatti positivi dell’intelligenza artificiale, cofondata da Elon Musk. L’obiettivo è quello di far avanzare l’intelligenza artificiale, anche rendendo pubblici tutti gli studi dei ricercatori, condividendo le ricerche brevettabili, aprendo ad aziende e istituzioni che implementano le nuove tecnologie, creando valore per tutti e non per portatori di interesse: allargare le capacità dei sistemi di intelligenza è lo scopo, ma facendo più chiarezza su cosa è utile per la società e su cosa invece potrebbe far danno se costruito e utilizzato in maniera non corretta.

5. Competizione elevata
Lo scorso novembre, Google ha presentato l’intelligenza artificiale del nuovo sistema chiamato TensorFlow, che sarà impiegato in tutti i prodotti del gruppo di Mountain View. Qualche settimana dopo, Facebook ha presentato il design di Big Sur, un server modulare dotato di intelligenza artificiale in grado di esplorare e agire nel social network simulando il comportamento umano. Grandi aziende come Google, Facebook, Microsoft e IBM (con la piattaforma Watson) si stanno contendendo la leadership nel settore dell’intelligenza artificiale. Non è l’unica area fortemente in competizione, basti pensare agli assistenti virtuali.

 


Intelligenza artificiale: 5 trend per il 2016 - Ultima modifica: 2016-03-17T18:33:23+00:00 da Cecilia Cantadore

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