Nft (Non fungible token), cos’è la criptovaluta artistica

Nft (Non fungible token), è la sigla del momento nel mondo delle criptovalute e della tecnologia, ma di cosa si tratta esattamente? Nft sta per Non-fungible tokens, un concetto che in italiano può essere reso come “beni non intercambiabili”: una definizione che cerca di descrivere queste valute virtuali che spesso hanno a che fare con opere artistiche come quadri, canzoni e persino meme di internet. Negli ultimi tempi Elon Musk, Jack Dorsey e altri personaggi di spicco della Silicon Valley hanno cominciato a trattare gli Nft, aggiungendo maggiore interesse a questo crescente settore.

NFT Non fungible token, cos’è

Un Nft (Non fungible token),è la registrazione della proprietà di un oggetto digitale su una blockchain: può essere qualsiasi tipo di media inclusi arte, video, musica, gif, giochi, testo e meme. La parte non fungibile significa che l’oggetto è unico, rendendolo insostituibile. “Ad esempio, un bitcoin è fungibile: scambia un bitcoin con un altro e avrai esattamente la stessa cosa – spiega il sito The Verge – una carta collezionabile invece è unica nel suo genere, cioè non è fungibile. In breve, gli Nft aiutano a dimostrare l’autenticità e la proprietà, alimentando l’economia emergente degli oggetti da collezione digitali e dei beni virtuali”. Per questo fra gli Nft di maggiore successo ci sono stati dei meme come quello di Nyan Cat, dei video di azioni di basket Nba e persino alcune canzoni del nuovo album della band Kings of Leon. Anche se questi elementi sono disponibili gratuitamente su internet (e quindi chiunque può salvarli sul proprio computer), grazie alla nuova criptovaluta si può prendere possesso dell’originale. Le spese più recenti sono milionarie: il primo tweet di Jack Dorsey è stato messo all’asta per 2,5 milioni di dollari.

NFT (Non fungible token) la nuova criptovaluta

Il boom degli Nft

Gli Nft (Non fungible token),si stanno dimostrando un catalizzatore nella trasformazione dell’economia delle attività creative, consentendo ai creatori di monetizzare direttamente con i propri fan. Infatti, essere in grado di creare opere d’arte su blockchain significa che il contenuto di un artista può essere venduto a livello globale su mercati decentralizzati. Inoltre, queste criptovalute hanno anche una funzione per cui l’artista riceve una percentuale ogni volta che il prodotto viene venduto o cambia proprietario. In questo caso è la proprietà che crea valore: quindi con gli Nft non solo si ha la proprietà, ma si ottiene la proprietà sulla blockchain, ovvero un possesso trasparente per tutti e verificabile da chiunque. La tecnologia blockchain è la stessa utilizzata per i bitcoin e anche in questo caso si starà rivelando la formula vincente per provare a rivoluzionare il mercato finanziario.

Ntf e il mercato dell’arte tech

Nelle ultime due settimane un video in questo settore è stato venduto per 6,6 milioni di dollari; qualcuno ha pagato 3600 dollari per una GIF e una collezione di mobili digitali ha incassato 450mila dollari in meno di 10 minuti. Gli Nft esistono da qualche anno, avendo avuto uno dei primi boom nel 2017 con i Cryptokitties, un gioco blockchain che si appoggiava al sistema Ethereum, un’altra criptovaluta simile ai bitcoin. Ma dove si trovano e si acquistano questi prodotti virtuali? Ci sono siti specializzati come OpenSea, Rariable e Nifty Gateway, dove Grimes, la cantante moglie di Elon Musk, ha venduto la sua collezione d’arte digitale per milioni di dollari. “I token non fungibili e gli oggetti da collezione digitali giocheranno un ruolo importante nella prossima era dell’economia digitale – ha affermato Tyler Winklevoss, CEO di Nifty Gateway – sono la forma perfetta per oggetti cripto-collezionabili, cripto-arte e molto altro, ponendo le basi per l’emergere di industrie multimiliardarie completamente nuove”.


Nft (Non fungible token), cos’è la criptovaluta artistica - Ultima modifica: 2021-03-15T08:21:33+00:00 da Andrea Indiano

Giornalista con la passione per il cinema e le innovazioni, attento alle tematiche ambientali, ha vissuto per anni a Los Angeles da dove ha collaborato con diverse testate italiane. Ha studiato a Venezia e in Giappone, autore dei libri "Hollywood Noir" e "Settology".

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