Recenti ricerche portano alla luce un nuovo metodo per riconoscere le opere d’arte false da quelle originali, grazie ad una combinazione sempre più efficace tra gli algoritmi dell’intelligenza artificiale.

La stanza rossa

L’intelligenza artificiale analizza l’opera e stabilisce l’autore. La stanza rossa, Henri Matisse

Capire se un quadro è originale o meno, fino a questo momento, è stata prerogativa di esperti critici d’arte, ma non sempre la preparazione e l’esperienza sanno riconoscere con precisione assoluta la paternità di un’opera d’arte.
Occhio, studi, percezione: tanti strumenti tecnici a disposizione dei moderni specialisti, che aiutano a confutare le opere d’arte fasulle unendosi alle singolari capacità di un esperto, ma ad oggi scovare un falso d’autore è un’impresa complessa e dispendiosa.

Tecniche attuali

Spettroscopia a infrarossi, gascromatografia ad alta risoluzione, datazione radiometrica: tutte tecniche cromatografiche che permettono una valutazione analitica di ogni singolo quadro sottoposto all’analisi. Metodi più o meno costosi, hanno ispirato l’impiego di una moderna tecnologia in grado di riconoscere le differenze nella pittura senza ricorrere a procedimenti chimici.

L’intervento dell’intelligenza artificiale

I ricercatori della Rutgers University sono riusciti a realizzare un sistema che è in grado di analizzare la tela sottoposta risalendo all’artista.
In una prima fase, alle macchine intelligenti sono stati fatti acquisire dati che riguardavano i diversi dipinti associati ai rispettivi artisti. Una volta istruito il sistema con un database ricco di esempi, attraverso algoritmi e machine learning, i calcolatori sono stati in grado di stabilire se un dipinto è davvero figlio di un pittore in particolare.

Il match tra il quadro sottoposto e i diversi tratti tecnici acquisiti attraverso l’analisi di svariate opere d’arte, infatti, consente al sistema di capire se un quadro porta la firma dell’artista a cui è attribuito oppure no.

Dopo la fase analitica, il nuovo sistema è in grado di accertare la paternità dell’opera riconoscendo il tipo di pennellata sulla tela, i contorni del tratto, e quindi lo stile di un pittore. Grazie ai dati acquisiti e alle reti neurali, le moderne macchine possono leggere ogni peculiarità della passata: la pressione del pennello in fase d’opera, la forma della pennellata, e in generale il tocco dell’autore.

Il risultato al momento attuale è soddisfacente: più dell’80% delle opere sono state correttamente riconosciute ed attribuite al giusto pittore, il sistema sa distinguere tratti caratteristici di autori del calibro di Picasso, Matisse o Modigliani.

Un metodo da mettere a punto

Come affermato da Ahmed Elgammal, Direttore del Laboratorio di Arte e Intelligenza Artificiale, il sistema è ancora acerbo e non infallibile: l’intelligenza artificiale riesce a stabilire con precisione la paternità dell’opera solo quando le pennellate sui quadri sono ben visibili. Al contrario, fallisce quando i segni non sono evidenti come nelle opere degli impressionisti.

Proprio su questa corrente artistica saranno eseguiti i prossimi esperimenti, le cui opere verranno presto analizzate e studiate dalle intelligenze artificiali: una dura prova per addestrare in modo ancor più sottile gli algoritmi dedicati, e riuscire nell’impresa di riconoscere facilmente tutti i falsi d’autore.

L’intelligenza artificiale che distingue i falsi d’autore dagli originali ultima modifica: 2017-11-25T07:30:29+00:00 da Maria Grazia Tecchia
Depositphoto Agosto 2018

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