Google Fuchsia è l’erede futuro di Android

Google è da tempo a lavoro su un nuovo sistema operativo ibrido: si chiama Fuchsia, e in futuro sostituirà Android e dichiarerà guerra a Windows.

Un sistema operativo nuovo e reinventato: così la società di Larry Page e Sergey Brin sta lavorando per offrirci Google Fuchsia, il dopo-Android capace di soluzioni di continuità uniche.

L’idea di riuscire a proporre un ambiente con caratteristiche esclusive, ma capace di abbracciare svariati dispositivi, è da sempre il desiderio delle più grandi software-house che sviluppano sistemi operativi.
È il caso di Apple, che già da qualche anno è al centro delle speculazioni per le sue desiderate applicazioni universali, che dovrebbero essere compatibili tanto con iOS quanto con il sistema operativo dei suoi personal computer.
Allo stesso modo, dopo svariati tentativi, Microsoft è finalmente riuscita nell’impresa con Windows 10, grazie ad un kernel capace di girare sia su PC che su smartphone, tablet e console di gioco.

Google Fuchsia

La stessa intenzione, da qualche anno a questa parte, è stata palesata anche da Google, che è già riuscita a mettere in collegamento tra loro due mondi all’apparenza diversi, come quello del web e un sistema operativo fisico: i Chromebook sono la prova vivente che “si può fare!”.

Lo scopo, comunque, resta quello di proporre un sistema operativo cross-device, capace quindi di funzionare allo stesso modo in maniera efficace su uno smartphone e su un PC.

Ma cosa ci guadagnerebbero gli utenti?

Tanto, come ad esempio la possibilità di utilizzare applicazioni ad oggi di esclusiva prerogativa degli smartphone o, viceversa, programmi pensati per l’ambiente desktop, senza discriminazione tra dispositivi utilizzati.

Cos’è Google Fuchsia

La risposta a questa esigenza di Google si chiama Fuchsia, un nuovo sistema operativo ormai in cantiere già da diversi anni, ma di cui non si conoscono ancora molti dettagli.
Spesso si è parlato dell’imminente arrivo di Fuchsia OS sul mercato attraverso l’installazione sui nuovi dispositivi, ma in realtà potrebbe trovarsi in una fase di sviluppo ancora troppo acerba da poter essere proposto al grande pubblico.

Data la sua focalizzazione sull’ambito mobile – almeno in questa prima fase di sviluppo – Google Fuchsia viene da molti indicato come erede futuro di Android, e a ben ragione.

Com’è fatto Google Fuchsia

Sebbene Fuchsia non abbia ancora una “forma” definitiva, neanche dal punto di vista estetico, è possibile farsi un’idea della direzione a cui sta puntando Google attraverso alcune preview consultabili online.

L’interfaccia grafica di Fuchsia è costituita da svariate schede, che un po’ ricordano le tile di Windows, e che possono essere raggruppate a seconda delle necessità dell’utente.
Il design impiegato è ancora il material al quale al momento siamo ancora molto affezionati, arricchito dalla presenza di ombreggiature che donano, però, una percezione visiva più profonda. Un ulteriore elemento centrale di Fuchsia sembra essere la presenza di una sidebar che accompagna l’utente, agganciandosi ad un lato dello schermo, per permettere un facile richiamo delle proprie app preferite all’occorrenza.

Di primo acchito, Fuchsia appare come il sistema operativo delle notifiche, la cui schermata principale altro non è che un insieme di schede che riassumono le diverse attività dello smartphone.
Tuttavia, questa interfaccia grafica mobile che prende il nome di Armadillo, non è la sola: si affianca a quella per desktop chiamata Capybara. Insieme, Armadillo e Capybara vanno a formare il binomio delle interfacce di Fuchsia, che permette un migliore adattamento tanto nell’uso da smartphone o tablet quanto da computer.

Caratteristiche del futuristico OS

A differenza di Android, il nuovo sistema operativo di Google non è basato su un kernel Linux, ma su un microkernel sviluppato da Big G che prendeva il nome di Magenta, oggi conosciuto come Zircon.
Nonostante la forma ancora piuttosto astratta, e il velo di mistero che aleggia intorno a questo nuovo OS, Fuchsia ha dei tratti caratteristici ben distinti. Innanzitutto, sembra essere cucito apposta su dispositivi con processori piuttosto recenti e potenti, con un alto quantitativo di memoria Ram installata, e presenta un alto livello di sicurezza.
Questo perché, nelle intenzioni di Google, c’è la possibilità di aggiornare in maniera frequente il sistema operativo, per renderlo più stabile e sicuro, contro malfunzionamenti derivati da incompatibilità o vulnerabilità indesiderate.

Fuchsia sarà anche dotato di un nuovo tipo di programma dedicato all’analisi, chiamato Cobalt: quest’ultimo riuscirà a comunicare a Google i dati raccolti sull’utilizzo dei dispositivi e delle applicazioni da parte dell’utente. Inoltre, Google Fuchsia potrebbe davvero rappresentare il futuro dei sistemi operativi sia dal fronte mobile che da quello desktop: gli sviluppatori avranno modo di concentrarsi solo su un’unica tipologia di programmi, che potrà essere sfruttata tanto su dispositivi mobili quanto su computer fissi o laptop.

Il futuro di Android

Se per molti Fuchsia è l’erede di Android c’è più di un motivo, ma la ragione principale è che, oltre ad essere il sistema operativo che in futuro andrà a rimpiazzare l’attuale OS del robottino verde, Fuchsia sarà retro-compatibile. Ciò vuol dire che le applicazioni attualmente esistenti in Google Play Store, potranno essere installate e utilizzate al meglio anche su Fuchsia.
Questo almeno, è quanto tutti si auspicano, e quanto sembra essere deducibile dalle recenti scoperte di 9to5Google.

Quando debutterà il nuovo sistema operativo

Non è ancora nota la data di uscita di questo speciale sistema operativo ibrido, che potrebbe davvero dare del filo da torcere ai due competitor principali, quali Microsoft e Apple.
Secondo alcuni, Google inizierà il rilascio di Fuchsia entro i prossimi tre anni, partendo da dispositivi mobili quali smartphone e tablet. Secondo la stessa corrente di pensiero, Fuchsia dovrebbe arrivare sui computer entro cinque anni.

Tuttavia, si tratta solo di supposizioni: sebbene con il passare del tempo Google stia lasciando intendere di preparare il passaggio di testimone tra Android e Fuchsia, potrebbero trascorrere molti più anni affinché il nuovo sistema operativo cross-device sia effettivamente pronto all’uso.

Sarà davvero interessante osservare lo sviluppo di questo nuovo sistema operativo ibrido, per Google si tratta di sicuro di un segmento in cui investire, data la freschissima assunzione di Bill Stevenson, fino a poco fa Senior Engineering per la gestione dei programmi di OS X prima, e Senior Manager per la gestione di software per Mac e Windows di recente.
Iniziando la collaborazione con Google, Stevenson avrà il compito di supervisionare e coordinare lo sviluppo di Fuchsia.


Google Fuchsia è l’erede futuro di Android - Ultima modifica: 2019-02-24T08:04:35+00:00 da Maria Grazia Tecchia
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